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 La bibbia censurata

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Sephira
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MessaggioTitolo: La bibbia censurata   Mar Set 23, 2008 11:57 pm

Navigando per il web, in cerca di notizie che non riguardavano l'argomento riportato sotto, mi imbatto nel blog di Jacopo Fo.

Spulciando tra i vari argomenti mi imbatto in questo, che devo dire curato minuziosamente nei dettagli, e che ha richiesto cmq una ricerca accurata dell'argomento, seppur appare superficiale, nel senso che non è stato ampliato più di tanto.
Ritenendolo di interesse per il forum lo riporto per intero.
Sephira

La Bibbia censurata

La settimana scorsa Dario vi ha raccontato della Bibbia popolare incisa nelle sculture che decorano il Duomo di Modena.
Oggi vorrei narrarvi di una ricerca parallela che ho condotto andando a rileggere il testo "ufficiale" della Bibbia, in particolare le prime pagine del Libro della Genesi, dove si rievoca la creazione dell'Universo per mano di Dio.
Si tratta di un testo che tutti abbiamo letto almeno una volta. Ma forse stupira' scoprire che questo scritto nasconde un racconto ben diverso da quello che insegnano rabbini, preti e mullah (anche i musulmani considerano la Bibbia un loro testo sacro).
Ancora una volta c'e' da stupirsi di come si sia potuto non vedere il significato delle parole che, per altro, sono molto chiare.
E' sufficiente prendere il testo ufficiale approvato dalla Chiesa Cattolica e leggerlo dimenticando quel che ci hanno insegnato a Catechismo, per capire che c'e' qualche cosa che non torna.
Infatti, nel racconto del sesto giorno della creazione si legge: "E Dio creo' Adamo, maschio e femmina lo creo'".
Poi il settimo giorno Dio crea Adamo con l'argilla, e successivamente, utilizzando la famosa costola, Eva. Cioe', Dio crea Adamo due volte. Ora suppongo che siate d'accordo con me sul fatto che questo comportamento non e' normale neanche per un Dio. Ovviamente non sono il primo a essersi accorto di questa contraddizione. Ma tutte le spiegazioni che ho letto, a partire dalla teoria di un Adamo ermafrodita, non spiegano perche' il sesto giorno Dio crea Adamo e il giorno dopo ricrea lo stesso essere daccapo con l'argilla. Cioe', crea due volte la stessa persona. Tutte le teorie, non riescono a spiegare questa assurdita'.
O chi ha scritto la Genesi aveva gravi problemi mentali oppure ci deve essere un grosso malinteso. O una grande censura...

Per sciogliere questo mistero dobbiamo andare a leggere la Bibbia ebraica.
Infatti, i cristiani, che sono i soliti superficiali, hanno tradotto con la parola "Dio" due differenti termini ebraici: Eloim e Yahvveh.
Eloim e' un plurale e significa "gli Dei", Yahvveh e' un singolare e significa "Colui che e'".
Nella Genesi, fino al sesto giorno, agiscono solo gli Eloim, sono loro a creare l'universo, il mondo, il mare, il cielo, gli animali e le piante. E anche la prima versione di Adamo maschio e femmina. Alla fine del sesto giorno c'e' una frase dal senso un po' misterioso: gli Eloim si ritirano nella loro energia. Il settimo giorno entra in scena per la prima volta Yahvveh, che "anima" tutto l'universo e crea Adamo e Eva.
Che cosa significa? Anche su questa questione si sono profusi ettolitri di inchiostro: si sostiene che Eloim e Yahvveh sono lo stesso Dio con due nomi diversi per motivi mistici.

Insomma, la situazione appare un po' confusa ma possiamo chiarirla tracciando un parallelo tra la Genesi e le altre storie della creazione scritte dal resto dei popoli del mondo.
In effetti, nelle maggiori religioni del pianeta ci sono racconti simili. Ma da sempre i commentatori della Bibbia, considerano la loro religione (ebraica, cristiana o musulmana) talmente superiore ai culti pagani da rifiutare qualunque similitudine e questo li ha resi incapaci di capire quel che stavano leggendo.
L'esistenza di due entita' divine (Eloim e Yahvveh) e' infatti una costante nella maggioranza delle religioni che si sono sviluppate nelle societa' schiaviste ed e' invece assente nei miti delle societa' primitive. Le storie della creazione nelle culture schiaviste narrano la storia di un Dio primitivo che viene spodestato (ad esempio, presso i greci Zeus spodesta Urano).
In questi racconti vediamo rispecchiarsi la storia dell'umanita'.
All'inizio la societa' matriarcale, che adora la Dea Madre, e' la forma dominante di organizzazione sociale. Una societa' capace di grandi risultati tecnologici e colossali opere idriche come la bonifica delle paludi del Nilo. Poi queste societa' pacifiche e amanti della sessualita' vengono sottomesse dagli allevatori guerrieri patriarcali. Gente rozza ma abilissima nell'uso dell'arco e del cavallo. Questa traumatica conquista viene rappresentata nella storia degli Dei. La Dea Madre viene soppiantata dal Dio guerriero. Ma a questo Dio non interessa prendere per se' l'onore della creazione.
I guerrieri schiavisti considerano il lavoro qualche cosa di umiliante. Anche il lavoro di creare l'Universo. Quindi non viene cancellata la storia della creazione ma a questa si aggiunge il racconto di come gli Dei creatori siano stati soppiantati dagli Dei guerrieri. Quando poi altre ondate migratorie di allevatori guerrieri vincono i primi conquistatori si registra anche nell'Olimpo la venuta di una terza generazione di divinita'. Cosi', ad esempio, presso i greci la Dea Madre creatrice viene in un primo momento spodestata da Urano che a sua volta soccombe davanti a Zeus. Si verifica nella narrazione un'evoluzione simile a quella che caratterizza i templi religiosi. I conquistatori edificano nuovi templi ai loro Dei utilizzando come base di partenza i templi degli sconfitti.
Questa stratificazione e' evidente nelle narrazioni mesopotamiche dalle quali la Bibbia trae origine. Ma nella stesura ebraica le tracce di questo succedersi di divinita' vengono occultate. Ma non completamente: resta quell'Eloim nel testo ebraico, poi cancellato nella versione cristiana. E resta quel controsenso della doppia creazione degli esseri umani.
A questo punto possiamo rileggere tutta la storia in modo molto diverso e scoprire il racconto del colpo di stato del Dio patriarcale (Yahvveh) contro gli Dei creatori (Eloim). Il tutto risulta piu' chiaro se si va a vedere tutti i significati della parola Adam che, puo' essere tradotta anche con "l'umanita'". Ecco allora che la frase della creazione nel sesto giorno diventa "Gli Eloim crearono l'umanita', maschi e femmine li crearono".
Ma c'e' un altro elemento che prova questa lettura: la Bibbia ebraica e' detta anche "dei sacerdoti", cioe' la Genesi che noi conosciamo e' la versione ufficiale. Ma esistono altre versioni tramandate oralmente e molto piu' ricche. Ed e' a queste versioni popolari che i rabbini si richiamano per secoli quando devono chiarire il significato della Bibbia. Ed e' grazie a questi commenti scritti che sono giunti fino a noi frammenti della Genesi tramandata oralmente. Tutti abbiamo sentito parlare della storia di Lucifero e di Lilith. Ma se si va a vedere nella Bibbia ufficiale non si parla della ribellione di Lucifero e della sua cacciata ne' del suo divenire il Diavolo. E non si narra neanche di Lilith, la prima donna che Adamo rifiuta perche' creata "col sangue e con lo sputo". Queste storie invece sono ampiamente presenti nei commentari ebraici della Bibbia ufficiale. Ecco che, incrociando questa tradizione orale con il testo ufficiale, tutto appare piu' chiaro: gli Eloim creano gli esseri umani e l'universo. Poi arriva Yahvveh che li spodesta. Questo Yahvveh crea un uomo a sua immagine e somiglianza, un guerriero, e gli da' il potere su tutte le creature compresi i primi umani creati dagli Eloim. Ma Adamo rifiuta di accoppiarsi con le donne create dagli Eloim perche' esse sono inferiori.
Quindi Dio crea una donna apposta per lui.
Ed ecco che in un colpo solo abbiamo anche un tentativo grossolano (e successivamente rimosso nella versione definitiva del testo biblico) di codificare il diritto dei conquistatori di sottomettere i vinti perche' nelle loro vene scorre un sangue diverso (sono stati creati da un Dio superiore).

Nella Genesi esiste un altro punto nel quale e' chiara la sovrapposizione tra due diversi racconti e il ruolo originario degli Eloim: la storia della mela e del serpente. Te la ricordi? Dio si imbestialisce perche' Adamo e Eva mangiano la mela. Li maledice, li scaccia dal paradiso e li condanna a vivere con dolore e fatica e a conoscere la morte perche' hanno peccato.
Questa e' la storia come ce la raccontano a Catechismo. Ma se andiamo a leggere il testo della Genesi scopriamo che, dopo essere scomparsi il sesto giorno della creazione, gli Eloim ritornano in scena proprio in questo punto, prima di scomparire definitivamente.
Quando Dio scopre che Adamo e Eva hanno mangiato la mela non e' Yahvveh ma sono gli Eloim. E gli Eloim non sembrano molto arrabbiati, si limitano a dire:"Ora sono come noi perche' hanno mangiato il frutto della conoscenza". Sembrano quasi contenti. E sarebbe logico che fosse cosi'. Essendo onniscenti gli Eloim sapevano benissimo che sarebbe successo. Sono solo curiosi di sapere come sia accaduto esattamente, come se conoscessero il futuro a grandi linee e volessero apprendere invece i particolari... Poi il testo cambia ritmo, sembra proprio di leggere frasi aggiunte a posteriori. Riappare Yahvveh che invece e' molto arrabbiato: ma attenzione egli non maledice gli umani. Maledice il serpente (che non e' il demonio ma il piu' astuto degli animali) e maledice la terra, cosi' l'uomo fatichera' a coltivarla. Poi allontana gli esseri umani dal Paradiso per impedire loro di mangiare anche il frutto dell'albero della vita, se lo facessero gli umani diventerebbero come gli Dei.
E tra l'altro il serpente non mente quando dice a Eva che non morira' se mangera' il frutto proibito. Infatti, anche nel Paradiso gli umani sono destinati a morire a prescindere dalla loro ubbidienza.
E' appunto per evitare che diventino immortali mangiando anche il frutto dell'albero della vita che vengono allontanati dal Paradiso. Tutto questo capitolo e' chiaramente il frutto della sovrapposizione di due racconti.
Al testo piu' antico che presenta come fatto positivo la conquista della coscienza umana di se', si sovrappone la visione negativa della coscienza propria della cultura patriarcale. L'interpretazione del testo viene quindi forzata dalla lettura del Catechismo cattolico che trasforma il serpente in demonio, inventa la maledizione di Adamo e Eva e finge di non accorgersi che la morte non e' frutto del peccato.
Il discorso diventa piu' chiaro se ritorniamo a leggere le storie della nascita della coscienza presso altre culture e in particolare quelle mesopotamiche (dalle quali, come si e' detto, ha origine il racconto biblico).
Troviamo vari racconti nei quali l'acquisizione della coscienza non ha nessuna implicazione negativa anche se costringe gli umani a "uscire dal Paradiso" della non coscienza animale. In queste tradizioni troviamo a volte perfino un chiaro racconto della scoperta della coscienza per via sessuale. Ad esempio, nella tradizione sumerica c'e' intatta la narrazione scaturita dalla cultura matriarcale nella quale la conoscenza si ottiene per via sessuale e non sottintende nessun tipo di disubbidienza. Il primo uomo infatti e' un brutalone che si accoppia con gli animali fino a quando un Dio non gli invia una Dea che si accoppia con lui per giorni. Terminata l'iniziazione al sesso con l'amante divina essa gli dice le stesse parole che troviamo nella Genesi: ora sei come gli Dei perche' conosci il bene e il male. Dopodiche' Adamo diventa incapace di accoppiarsi con gli animali. In effetti lui ci prova ma essi lo rifuggono perche' e' diventato diverso da loro. Ed e' da notare (lo ripeto) che la civilta' sumera e' la piu' antica delle culture mesopotamiche che sono la fonte di tutti i miti biblici. Le storie di Adamo e Eva, Caino e Abele e Noe' sono tutte precedenti alla formazione della cultura ebraica.
E parlando di Caino e Abele possiamo osservare come nel loro conflitto si rispecchi ancora una volta, la memoria del trauma della sconfitta delle popolazioni agricole da parte degli allevatori guerrieri.
Come spesso accade sono i vincitori a scrivere la storia, sempre preoccupati di nascondere i propri crimini.
Caino e' il contadino, Dio (Yahvveh) lo odia (chissa' perche') e non apprezza i suoi doni. Dio ama invece Abele, l'allevatore.
Ma mentre nella realta' sono gli allevatori a massacrare i contadini e ridurli in schiavitu' nella Genesi e' Caino a uccidere Abele.
A distanza di migliaia di anni possiamo finalmente dirlo: Abele era uno stronzo.
E Caino e' innocente.

Jacopo Fo

http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2145

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MessaggioTitolo: Re: La bibbia censurata   Mer Set 24, 2008 1:21 pm

Su internet si trova una massa di materiale da far rabbrividire,basta saperlo cercare.
Leggete,per esempio,questa intervista.

Intervista a Tony Bushby autore de «The Bible Fraud»
Tratto da «Scienza e conoscenza» numero 7 febbraio-aprile 2004

PL: Ora dimmi dove si trovano questi archivi privati di cui parli?
Bushby: «Bene, molte città in questo mondo hanno una vecchia biblioteca che nessuno sembra frequentare. A Londra un’anziana signora aveva settecentosessantasette Bibbie nascoste nei suoi armadi. In Nuova Zelanda vi sono alcuni meravigliosi vecchi archivi di collezioni private che giunsero dall’Inghilterra molti anni or sono e non sono stati mai consultati.
E’ molto triste vedere questi libri così ignorati».

PL: Immagino anche che tu ti sia imbattuto in alcune biblioteche di libri religiosi in tutto il mondo.
Bushby: «Hanno quel che si chiama “il reparto dei manoscritti” e sono stato abbastanza fortunato da imbattermi in qualche testo molto interessante come per esempio nella Divisione dei Manoscritti del British Museum. Qui si trova una enorme collezione di vecchi scritti e di manoscritti. Ho anche attinto alla biblioteca di Alessandria d’Egitto e ai suoi sotterranei».

PL: Hai potuto visionarli senza troppi problemi?
Bushby: «Si può con i dovuti contatti, certamente»

PL: E con le dovute raccomandazioni, suppongo?
Bushby: «Non tanto le raccomandazioni perché se sei un ricercatore in buona fede e genuino, ti lasciano entrare».

PL: Allora, dove vuoi arrivare con le “Falsità della Bibbia”, Tony?
Bushby: «Penso di avere alcune informazioni che non erano facilmente accessibili. La pubblicazione di questo libro fornisce una differente versione della storia delle origini della Cristianità e questa storia è diversa da quella che è stata presentata dalla Chiesa.
Così ho reso pubbliche alcune informazioni che ognuno è libero di accettare o no per poi fare ulteriori ricerche».

PL: Avendo letto il libro posso dire che sembra la storia del Nuovo Testamento sia, secondo la tua interpretazione, un falso.
Bushby: «Direi francamente che è falso nella sua interezza ed è volutamente presentato dalla Chiesa in modo falso. Essi sanno che ci sono passaggi falsi che sono chiaramente evidenti e li hanno confermati. Il mio intento ora è quello di mettere in evidenza queste falsità per segnalare invece cosa è veramente accaduto alle origini della storia di Gesù Cristo».

PL: Trovo che sia una vera contestazione quando affermi che la Vergine Maria aveva sette figli.
Bushby:«Non lo dico solo io, lo dice il Vangelo. Più i vangeli sono antichi e più chiaramente lo confermano. Il Vangelo ufficiale della Chiesa stabilisce che aveva sette figli e uno di quelli era chiamato Giuda Tommaso che dunque era il fratello di Gesù come lo era Giacomo. Invece Tommaso era una parola aramaica che significava “gemello”, così Giuda era un gemello ed era spesso chiamato “Giuda il gemello” in alcune versioni dei Vangeli ed egli era il fratello gemello della persona che noi oggi conosciamo come Gesù Cristo. Questo fatto è oggi condiviso da molti sacerdoti. Così, nel libro “Le falsità della Bibbia” abbiamo chiarito la storia dell’intera vita di entrambi i ragazzi. Uno, ossia Rabbi Gesù, divenne rabbi (sacerdote) mentre l’altro, Giuda Tommaso, ossia Giuda il gemello, divenne ubriacone. Quando leggi il Nuovo Testamento con questa comprensione ti rendi conto di tutte le contraddizioni e dei relativi problemi».

PL: Così le autorità della Chiesa e i suoi capi sono pienamente consapevoli che la Vergine Maria avesse sette figli. E ancora, a proposito di Rabbi Gesù e di Giuda il gemello, sono pronti ad indagare?
Bushby: «Sì, hai ragione. Hanno fatto queste dichiarazioni in modo chiaro ed evidente non tanto nelle moderne ma nelle vecchie edizioni.
Nel 1907 l’Enciclopedia Cattolica stabiliva che le storie della nascita della Vergine sono riedizioni fittizie di scritti più antichi. Questo però porta scompiglio perché questo è uno dei dogmi della cristianità e negli scritti odierni essi asseriscono che tutto ciò non è realmente accaduto».

PL: A proposito dell’intera della nascita della Vergine ho capito, nel libro, che la madre di Gesù faceva parte della nobiltà.
Bushby: «E’ così. Nei vecchi vangeli il nome usato è Marianna ed essa era la nipote del re Erode. In realtà lei era la nipote preferita e dunque apparteneva a quella linea di sangue. Dagli scarsi documenti disponibili risulta che fu rapita da un arciere romano ed il suo soprannome era: “La Pantera”. Più tardi questo uomo divenne imperatore di Roma nel XIV dopo Cristo con il nome di Tiberio, che era il figlio adottivo dell’imperatore Augusto. Marianna generò i gemelli che furono tenuti nascosti per qualche tempo nella casa di Augusto. Entrambi erano chiaramente di stirpe reale e lo possiamo vedere perché nei vangeli stessi Gesù è chiamato “re” per più di trenta volte e tuttavia gli scritti storici non lo menzionano mai come re. Nella mia ricerca ho trovato una fonte che afferma che i due gemelli furono allevati nella casa di Augusto e poiché Augusto e i dodici primi Cesari furono deificati, questi due gemelli furono chiamati i “Figli di Dio” nel senso tecnico della parola. Questo era consentito dalle tradizioni di quei tempi. Erano tecnicamente i “Figli di Dio” perché, dopo la loro morte, questi imperatori erano deificati. Erano considerati come Dei e a loro erano dedicati festeggiamenti perché erano i “Figli di Dio”, nel senso tecnico in uso a quei tempi»

PL: Così, tu dici che di questi due ragazzi uno era un uomo del clero, un Rabbi, e l’altro era uno scavezzacollo.
Bushby: «Uno era esoterico, aveva una comprensione e un credo spirituali e divenne il rabbi: l’altro era essoterico, uno scavezzacollo, divenne un uomo molto grossolano e fu quello che ordinò ai suoi seguaci di fornirsi le spade. Entrambi bevevano ed erano esuberanti ma andarono per strade diverse. Uno divenne indirettamente ispiratore della Bibbia del re Giacomo e l’altro della Bibbia della Chiesa Cattolica Romana. Uno andò ad est e l’altro all’ovest e per questo nelle chiese oggi abbiamo le due varianti della Bibbia».

PL: E nel tuo libro asserisci che la morte di Gesù non è come ci hanno indotto a credere.
Bushby: «E’ proprio così. Il selvaggio ed aggressivo Giuda il gemello fu arrestato. Marciò su Roma con un gran gruppo di soldati. Andò a trovare il padre che era l’imperatore Tiberio, per pretendere i suoi diritti come successore all’impero di Roma. Giuda il Gemello fu tradito da Giuda Iscariota, un infiltrato dell’esercito romano, e fu attaccato e catturato. Era lui che doveva essere crocifisso perché aveva marciato su Roma; perciò fu catturato, sconfitto e condannato alla crocifissione. Poiché era di stirpe reale ed essendo il primogenito, egli aveva il diritto di ordinare ad un sostituto di essere condannato al suo posto. Questa è una tradizione molto antica che si rifà ai tempi degli Egizi, per cui una persona di stirpe reale poteva ordinare ad un sostituto di essere punito al suo posto. Così un uomo chiamato Simone di Cirene, nominato nei Vangeli, fu crocifisso al posto di Giuda il Gemello. Ora, poiché Giuda il Gemello aveva perso i suoi diritti di nascita per aver salva la vita, fu venduto come schiavo e spedito in India. Oggi c’è una tomba nel Kashmir che noi crediamo sia la vera tomba del gemello di Gesù.
Ecco perché Rabbi Gesù e la sua famiglia furono implicati nella crocifissione».

PL: E’ questo il buon uomo di cui stiamo parlando ora?
Bushby: «Sì, egli era il rabbi, lui si trovava lì, in quello scenario. Così lui e la sua famiglia furono banditi da Roma e furono messi su una nave. Sbarcarono nel sud della Francia, a Marsiglia, e marciarono fino all’Inghilterra. Si stabilirono nel posto ora chiamato Glastonbury. Questo fu l’inizio della Chiesa Britannica che dunque precede la fondazione della Chiesa Cattolica Romana di circa trecento anni. Dunque uno andò in Inghilterra e l’altro in India»

PL: Cosa sai dirmi della Chiesa Celtica?
Bushby: «Questa già esisteva quando Rabbi Gesù arrivò lì. Egli divenne un Druido onorario e fu iniziato al credo druidico».

PL: Considerato tutto ciò, possiamo allora pensare che l’attuale linea di sangue reale derivi da Gesù?
Bushby: «E’ così ma è alquanto complicato. Gesù ad un certo punto si sposò con Maria Maddalena che era la principessa celtica e dalla loro unione deriva una certa linea di sangue. Più tardi un figlio di Gesù chiamato Caradoc si sposò con due principesse romane della discendenza di Claudio. Questa è la linea di sangue. E’abbastanza complicato definirla ma oggi lo si può fare».

PL: E la attuale monarchia britannica?
Bushby: «Bene, la si potrebbe chiamare più propriamente la linea di sangue europea».

PL: Il libro spiega tutto ciò tanto che se qualcuno volesse farlo accuratamente potrebbe tracciare con carta e penna la discendenza reale.
Bushby: «Si può fare. Nel mio libro riporto l’albero genealogico della famiglia reale, racconto la storia dei due ragazzi, chi essi sposarono, dove andarono e dove poi finirono le loro famiglie. Parlo del primo Concilio Cristiano nel 325 d.C. che fu indetto da un membro della discendenza dei due gemelli, Costantino, che fu il promotore del primo vero Concilio Cristiano»

PL: Costantino fu quello stesso che fondò Costantinopoli, non è vero?
Bushby: «Proprio lui diede il suo nome alla città. Egli convocò il primo Concilio di Nicea e unificò le storie dei due ragazzi gemelli e ne divinizzò ufficialmente uno. Egli poi diede istruzioni al vecchio vescovo di quei tempi di scrivere cinquanta Nuovi Testamenti. Nei libri di storia i primi vangeli non furono scritti prima del 325 d.C. data del Concilio di Nicea.

PL: Il Concilio fu forse motivato da vantaggi politici o da tumulti sociali di quel tempo?
Bushby: «Fu indetto soprattutto per mantenere la sua discendenza di sangue reale nella Chiesa perché vi erano dei problemi. Vi erano divergenti opinioni dei vecchi sacerdoti sulla doppia natura di Gesù per il problema che si confondevano le figure dei due gemelli. Così li divinizzò entrambi in uno e combinò i nome di entrambi ed essi divennero Gesù Cristo. Sì, è una storia alquanto complessa».

PL: Penso che tu abbia avuto nelle tue mani la Bibbia più vecchia al mondo, la Bibbia del Sinai. Com’era?
Bushby: «E’ stata un’esperienza molto emozionante. E’ stato molto pesante. Questa Bibbia, che si trova al British Museum nella Biblioteca, è stata datata col carbonio a circa 380 o 390 d.C. E’ scritta su pelle di animale ed è conservata oggi in ambiente umidificato e a determinate temperature e, sinceramente, puzza quando la si apre. E’ scritta in lingua Greca antica che ora è considerata una lingua morta. Si tratta del Vecchio e del Nuovo Testamento per intero ma manca una piccola parte del Vecchio Testamento. Proprio vicino a questa c’è, nella Biblioteca Britannica, la seconda Bibbia più vecchia, si tratta della Bibbia Alessandrina. E’ un documento molto antico e valido ed è la Bibbia che racconta più da vicino la storia di Gesù Cristo».

PL: Qual è la tua risposta a coloro che asseriscono che dobbiamo credere alla Bibbia perché è parola di Dio?
Bushby: «Suggerirei loro di fare ricerche personali perché la Bibbia non è la parola di Dio, è la parola dell’uomo. E’ evidente nella stessa Bibbia. E’ stata pubblicata, ripubblicata, ristrutturata ed è una falsificazione nella sua interezza. Mi sto riferendo al Nuovo Testamento e alla storia di Gesù. I sacerdoti della chiesa sanno questo e chiunque non ci creda dovrebbe fare una piccola ricerca per conto suo. Dovrebbero farla e si può fare anche facilmente. Tutto quello che devono fare è comparare le più vecchie cinque Bibbie che esistono al mondo con qualsiasi Bibbia moderna e vedranno che ci sono quattordicimilaottocento cambiamenti nelle Bibbie odierne. Per esempio non vi sono versioni della resurrezione nelle vecchie Bibbie e neppure si parla della nascita della Vergine. In tutte le vecchie Bibbie la storia di Gesù incomincia quando egli ha trent’anni e tutto ciò che è precedente a questa data è una aggiunta posteriore delle Bibbie più recenti. Nei vecchi vangeli che possiamo oggi consultare la storia di Gesù finisce quando fu trovata la tomba vuota e il corpo rimosso. Questo era il corpo di Simone di Cirene. La Bibbia di oggi aggiunge altri dodici versetti dove si parla di resurrezione».
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MessaggioTitolo: Re: La bibbia censurata   Mer Set 24, 2008 2:33 pm

scratch

Problemi esegetici
“La Bibbia”, ovvero “Il Libro” per eccellenza (questo il significato del termine “Bibbia”, dal greco byblos). Per Cristiani, Ebrei e Musulmani la parola di Dio; per alcuni, addirittura, la “inerrante” parola di Dio – nel senso che quanto è scritto nella Bibbia è verità pura e semplice, da interpretare alla lettera. Per tutte queste religioni, la Bibbia è comunque, al meno, un codice morale eterno e sempre valido, che ancora oggi fornisce la risposta a qualsiasi domanda sulla morale o sul senso della vita che l'uomo possa porsi.
Ma è proprio così? In realtà, sia gli Ebrei che i Cristiani (a parte i Fondamentalisti ed altre sette analoghe) hanno dovuto affrontare il problema del reale contenuto della Bibbia, soprattutto dell'Antico Testamento, e cercare di risolvere le notevoli contraddizioni che esso presenta nei confronti di ciò che oggi riteniamo buono e giusto (non ho informazioni sul mondo islamico, che pertanto non tratto qui).

Come l'hanno risolto? In due maniera ben differenti. Gli Ebrei (per i quali, ricordiamo, la Bibbia consiste nell'Antico Testamento) ritengono che la vera parola di Dio, benché contenuta nella Bibbia, non sia comprensibile alle limitate risorse umane (in una storiella ebraica, riferita da Moni Ovadia, il Paradiso ebraico è una palude malarica e zanzarosa, dove, in capanne umide, malsane e traballanti, seduti su sgabelli sconquassati, i più grandi saggi dell'Ebraismo continuano a studiare la Torah, la Legge – ma ora capiscono che cosa c'è scritto!): pertanto, la tremenda rigidità del testo originale è stata genialmente convertita in un'elasticità notevole, che dà adito a molte interpretazioni diverse, e solo tramite la discussione ed il confronto si può via via avvicinarsi, più o meno, al reale significato del Verbo Divino. Il Talmud, la raccolta della tradizione orale ebraica, è proprio basato su questo concetto: in pratica, il Talmud raccoglie duecento anni di discussioni rabbiniche sui più diversi argomenti, riportando non solo l'opinione risultata vincente, ma anche tutte le altre emerse. Inoltre, nelle parole di Moni Ovadia, il Talmud è probabilmente l'unico libro sacro che non solo accetti ma che solleciti la propria rimessa in discussione. Ed infatti al Talmud hanno fatto seguito biblioteche intere di commentari, che hanno creato una tradizione molto varia e tollerante, che ha permesso agli Ebrei di vivere gomito a gomito per duemila anni di diaspora litigando di continuo senza mai arrivare a rotture e/o guerre. La galassia ebraica è molto varia, e va da posizioni ultraintegraliste a posizioni che stanno ai confini dell'ateismo, spesso addirittura dalla parte sbagliata del confine – eppure, tutto è ebraismo. Un episodio. In una recente puntata di Sorgente di Vita, rubrica televisiva di vita e cultura ebraica, è stato chiesto ad un rabbino italiano quale fosse la posizione dell'Ebraismo sulla clonazione. Risposta: “Ne stiamo discutendo”. Così, come fosse la cosa più naturale di questo mondo. Nell'Ebraismo, tutto è possibile: le crudeltà dell'Antico Testamento passano quindi in secondo piano.

Molto più ambigua la posizione del Cristianesimo. In primo luogo, le diverse Chiese hanno posizioni molto differenti sulle varie questioni: come già detto, i Fondamentalisti americani ritengono che la Bibbia vada interpretata alla lettera, ed idem i Testimoni di Geova; altri Protestanti sono invece favorevoli ad una interpretazione simbolica, e soprattutto lasciano al singolo fedele la possibilità di interpretare la Bibbia; non ho informazioni sufficienti sulla Chiesa Ortodossa, che pertanto non tratto; la posizione della Chiesa Cattolica, che invece ci riguarda più da vicino, è quella che tratterò più a fondo.

Secondo la Chiesa Cattolica, la Bibbia deve essere interpretata, ma solo la Chiesa di Roma ha l'autorità necessaria per questa interpretazione, essendo stata fondata direttamente su ordine di Gesù. Il fatto che questo racconto sia riportato nel libro stesso (la Bibbia) di cui essa dichiara di essere l'unica interprete non pare metterla in difficoltà. Per quanto riguarda l'Antico Testamento, esso è stato integrato, emendato e portato a compimento da Gesù (Matteo 5, 17-19), ed è pertanto, entro certi limiti, un testo superato. Ma entro quali limiti? San Paolo (che, al di là della propaganda ecclesiastica, è il vero fondatore del Cristianesimo come lo conosciamo oggi), nella Lettera ai Romani, introduce il concetto di “legge naturale”, e fa capire che la Legge ebraica (la Torah) è “solo” un riflesso scritto della legge naturale, comune a tutti gli uomini (Romani 2, 12-16). La Chiesa Cattolica introdusse poi il concetto di “rivelazione progressiva”, per riuscire ad incastrare l'evoluzione nel racconto biblico e, soprattutto, giustificare il fatto che concetti di “aldilà”, “giudizio post mortem”, “paradiso ed inferno” non compaiono fino agli ultimi libri dell'Antico Testamento. In pratica, il popolo di Israele, nato barbaro e selvaggio, si sarebbe evoluto progressivamente, fino ad essere abbastanza cresciuto da ricevere il Messia (ovvero il Gesù dei Vangeli); la rivelazione divina, protrattasi nel tempo, si sarebbe via via adattata al grado di evoluzione morale ed intellettuale del popolo di Israele: pertanto, le parti più antiche della Bibbia rappresenterebbero una ipersemplificazione dei concetti divini. In questo modo, la Chiesa Cattolica risolve il problema: i dettati morali della Torah sono sempre validi ed universali, ma le pene previste non sono più adatte, perché ci siamo evoluti. Elegante scappatoia.


Metodologia
Nell'intraprendere questo lavoro ho voluto dimenticare tutto quanto, in 30 anni, si era accumulato nella mia testa riguardo alla Bibbia: interpretazioni simboliche, giustificazioni ecclesiastiche, retorica sul “buon libro” eccetera. Ho cioè preso la Bibbia dalla libreria, come avrei potuto prendere un qualunque romanzo, e ho cominciato a leggerla, come avrei letto, che so, gli “Annales” di Tacito o il “Libro dei morti” egiziano. Quando utilizzai questo approccio con “I promessi sposi”, dimenticando cioè tutte le masturbazioni intellettuali e le interpretazioni morali che mi avevano insegnato a scuola, ebbi la piacevole sorpresa di trovarmi fra le mani un bellissimo romanzone, pieno di colpi di scena, umanità, bei personaggi a tutto tondo, una storia avvincente, tanto umorismo e tanta ironia. E anche qui non sono rimasto deluso.
Una mia collega di ufficio mi ha recentemente detto al proposito: “Ma non si può leggere la Bibbia come se fosse una storiella!” E perché no? In fin dei conti, essa è la storia del Popolo di Israele, da esso scritta per celebrare le sue glorie e fissare la sua legge. Un misto di racconto “storico” e di codice civile, penale e canonico. Ma quale senso può avere una simile lettura? Cosa ci può portare?

Qui è d'uopo un esempio. Sappiamo tutti che quando un pescatore racconta le sue avventure di pesca, tende immancabilmente ad accrescere numero e dimensione dei pesci che ha preso, e queste quantità aumentano ogni volta che la storia viene ripetuta. Cosa possiamo dedurre da ciò? Ne deduciamo che, per il pescatore, il prendere una carpa da 15 chili piuttosto che da 10 è motivo di vanto e di gloria, un qualcosa che accresce il suo prestigio personale, e, soprattutto, che ritiene automaticamente che il suo interlocutore condivida il suo metro di giudizio. In pratica, dalle storielle ittiche possiamo dedurre parte del sistema di valori del pescatore.

Così per la Bibbia. Quando leggiamo che in una battaglia gli Ebrei uccisero 120.000 nemici, o sterminarono un popolo intero, ci interessa relativamente il fatto che ciò sia vero o falso: ci interessa il fatto che gli autori del Buon Libro consideravano queste stragi motivo di vanto e di gloria, non in senso relativo, ma in senso assoluto: ovvero, dalla Bibbia apprendiamo che sterminare popoli, torturare re nemici, distruggere templi “eretici”, lapidare i peccatori etc. sono “il bene” - e questo discorso “in sottofondo” permea tutto l'Antico Testamento. Non è un problema da poco, alla luce delle letture “cattolica” e “fondamentalista” viste in precedenza.


Il nome di Dio
È risaputo che nella Bibbia non viene mai nominato il vero nome di Dio. Ciò è dovuto all'antica superstizione dei popoli orientali secondo cui il nome è la vera essenza di qualcosa o qualcuno, e conoscere il vero nome di Dio significherebbe poterlo controllare a proprio piacimento con tecniche magiche e simili artifizi. La superstizione era abbastanza diffusa: troviamo spesso, nell'Antico testamento, espressioni come “i Baal di Babilonia” o “i Baal degli Ammoniti” o simili. “Baal” è termine babilonese che significa “signore, padrone”: anche questi popoli non chiamavano i loro dèi per nome, indicandoli solo come “il Signore di questo” o “il Signore di quello” (“il Signore delle mosche”, “Baal-Zabub”, diventerà addirittura, nella cultura occidentale cristiana, il diavolo, Belzebù: tanto per dire l'elevata considerazione che si riscontra nella Bibbia per le altre culture...).
A me dà molto fastidio chiamare “Dio” il dio della Bibbia. “Dio” è nome comune di cosa (inesistente), ed il fatto che la Chiesa Cristiana se ne sia appropriata, trasformandolo in nome proprio, è indicativo di una mentalità estremamente intollerante: il significato dell'operazione è “di dio ce n'è uno solo, quindi è inutile chiamarlo per nome: basta dire 'dio' e si capisce che è solo quello, gli altri sono imitazioni”. Pertanto, ho voluto utilizzare un altro termine, per rifiutare questa appropriazione indebita.

La Bibbia riporta sì il nome di Dio, ma c'è un problema. In Ebraico si scrivono solo le consonanti, lasciando le vocali alla lettura: ma se una parola non viene pronunciata per secoli, la corretta pronuncia fatalmente si perde! Ora, il dio della Bibbia è indicato solo con le quattro lettere YHWH, il cosiddetto “Tetragrammaton”: come pronunciarle?

Ho trovato di recente un'interessante interpretazione di due biblisti “indipendenti” spagnoli, Yahusef e Miryam Benshalom della Asociación La Vía, autori di una traduzione del Nuovo Testamento, le cui parole riporto di seguito:


“Inoltre, per il rispetto dovuto a Dio e con il desiderio di seguire l'esempio di Gesù, che secondo il Vangelo di Giovanni, disse: “Ho dato a conoscere il tuo nome...e lo darò a conoscere”, abbiamo voluto mettere nel testo il nome di Dio, il Tetragrammaton, rifiutando di seguire l'usanza di sostituirlo sistematicamente con le parole Signore e Dio. Pertanto, abbiamo trascritto le quattro consonanti ebraiche del nome di Dio: YHWH, lì dove si trovava in origine nelle Scritture Ebraiche, e lo abbiamo inserito anche nelle Scritture Cristiane, quando in esse si fa riferimento ad esso o si citano passi delle Scritture Ebraiche che lo contengono.
Nel trascriverlo non abbiamo voluto usare letture del tetragrammaton come quella di Geova (YeHoWàH), parola che probabilmente intercala le vocali di 'Elhoà' (Dio) tra le quattro consonanti del Tetragrammaton, o come quella di Yahweh (pron. Yahué), sicuramente basata sulla pronuncia che Teodoreto attribuì ai Samaritani (Quaest. XV), dato che ci sono molte prove a favore del fatto che il Tetragrammaton deve pronunciarsi YAHÙH.

Pertanto è così che lo abbiamo trascritto, basandoci sulla pronuncia che si conserva in antichi nomi teofori (nomi ebraici che contengono il Tetragrammaton), come Yahùhsua, che significa 'Yahùh salva', o Yahùhkino, che significa 'Yahùh dia forza' [l'autore stesso si chiama Yahusef, 'dono di Yahùh']. Questa pronuncia coincide anche con quella che risulta dalla lettura di nomi teofori che si trovano in alcune tavolette assiro-babilonesi, registrati in scrittura cuneiforme con alfabeto sillabico.

D'altra parte, quando nel secondo secolo della nostra era, Clemente Alessandrino tradusse il Tetragrammaton dall'Ebraico al Greco, lo trascrisse IAOU, che si legge Yahùh, perché il dittongo OU si legge U (Stremata V, 6, 34). Ed anche alcuni storici moderni, come il Cardinale Giuseppe Ricciotti ('Storia di Israele'), appoggiandosi alle prove disponibili, concordano con questa pronuncia”.


Non so quanto dare credito ai Benshalom, ma c'è una cosa che mi ha divertito. Se trascriviamo “Yahùh” in inglese, otteniamo “Yahoo”: il che getta tutta un'altra luce su come l'omonimo motore di ricerca riesca ad ottenere così tante informazioni. “Yahoo è onnisciente” acquista un altro significato...Inoltre, bastardo dentro come sono, non riesco a non pensare agli Yahoo della quarta parte dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Pertanto, in questo lavoro il dio della Bibbia si chiama “Yahoo”: e se qualcuno non è d'accordo, può sempre scaricarsi queste pagine e correggerle come più gli aggrada. Io firmo il lavoro, io decido cosa metterci, ed io mi prendo la responsabilità.


Quale Bibbia?
Quale Bibbia utilizzare? In primis, questo lavoro si incentra sulle guerre condotte dal popolo di Israele contro i suoi nemici: ne consegue che si limita ad un'analisi dell'Antico Testamento.
Ovviamente, dato che io l'ebraico non lo parlo, ho utilizzato per forza delle traduzioni. Il problema è: quali traduzioni?

La Chiesa Cattolica, nella sua storia, ne ha usate tre. La prima, la Bibbia dei Settanta, fu utilizzata dalle origini fino al quarto secolo. Si trattava di una traduzione dell'Antico Testamento ad uso degli Ebrei di lingua greca del mondo ellenistico: le citazioni bibliche presenti nel Nuovo testamento sono tratte da questa versione. Ed è da questa versione greca che derivano molti termini ancora utilizzati oggi per indicare i libri biblici, tra cui lo stesso termine “Bibbia”, libro:


“Pentateuco” = cinque rotoli, ovvero la Torah, i primi cinque libri della Bibbia
“Genesi” = nascita
“Esodo” = via d'uscita
“Levitico” = (libro) di Levi, ossia dei sacerdoti
“Deuteronomio” = seconda legge
“Ecclesiaste” = colui che partecipa all'assemblea
“Vangelo” = buona notizia

Questa traduzione era però molto imprecisa: pertanto, alla fine del IV secolo fu portata a termine, grazie a Gerolamo, una “nuovissima versione dai testi originali”, in Latino: è la Vulgata, che fu la Bibbia ufficiale fino a circa il Concilio Vaticano II.

Lo scisma luterano però, con il suo concetto di base secondo cui l'interpretazione della Bibbia è lasciata ad ogni singolo fedele, portò alla creazione di una miriade di traduzioni nelle diverse lingue (una fu curata da Erasmo da Rotterdam nel XVI secolo; nel XVII Re Giacomo d'Inghilterra commissionò una apposita traduzione in inglese, la “Standard Version” o “Bibbia di Re Giacomo”, che ancora oggi è utilizzata tal quale dai Fondamentalisti americani, e, nella versione rivista, dagli Anglicani ed affini). L'afflato ecumenico del Vaticano II portò pertanto alla creazione di una apposita commissione interconfessionale, la “Associazione Biblica Universale”, che giunse ad una traduzione nota appunto come “interconfessionale” che è oggi quella più diffusa nel mondo cattolico, e che presenta però il difetto di essere più poetica che esatta.

Per fortuna nostra, nell'atmosfera ingenua che, in seguito al Vaticano II, attraversò per circa quindici anni la Chiesa Cattolica, questa curò la realizzazione di una “nuovissima versione dai testi originali”, pubblicata prima a fascicoli, poi in volume dalle Edizioni Paoline, con tutti i necessari imprimatur. Questa versione “si caratterizza per la sua aderenza al testo originale – anche con le relative asperità, a volte”. Esattamente quello che cercavamo per questo lavoro. Le citazioni riportate nei capitoli successivi, nonché la trama generale e le considerazioni, sono riferite dunque a questa edizione.
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MessaggioTitolo: Re: La bibbia censurata   Mer Set 24, 2008 2:35 pm

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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: La bibbia censurata   Mer Set 24, 2008 9:34 pm

Non c'è da meravigliarsi, su come l'attuale "cristianità", neghi il principio primo e sacro che lo Stesso Gesù ha affidato alla storia:La realtà dei fatti!

Evidentemente come si riporta, è più facile semplificare la storia, tagliando delle parti, che ovviamente con il trascorrere del tempo e delle generazioni, si sarebbero imbrogliate, scombussolate...ma questo è successo anche con i vengeli canonici, che più che fatti volevano creare un mito.
Evidentemente, visto che all'epoca, erano più analfabeti, che erudti, risultò più facile fare passare sott'occhio, le migliaia di inesattezze che si possono tutt'oggi riscontrare nella semplice lettura, proprio come la crocifissione stessa, che sarebbe il resoconto più importante da trasmettere ai posteri...insomma uno ci tramanda che fu eseguita allo zenith, un altro al tramonto...penso che basta solo soffermarsi su queste cose, che si pensa ma non erano tutti li nello stesso posto ad assistere sofferenti alla fine del Cristo?
E' evidente come una piccola Babele, sia presente tra i discordi dei cronisti dei vangeli, che si definiscono discepoli, e indi portatori del verbo di Gesù?
Io e i miei fratelli, ci ricordiamo ancora l'ora della morte di nostra nonna, l'anno, la situazione meteorologica, e visto che eravamo tutti insieme "appassionatamente", concordiamo a riportare la stessa versione della cronologia, senza sbagliarla di una virgola, ciò non accade nei vangeli canonici come mai?
Allora è facile arrivare al concetto, sono postumi e voluti per mano altrui, mano bramosa di avere il titolo di erede spirituale.
Questo spiegehrebbe come sia stato facile, ammonire e nascondere la presenza degli altri vangeli, detti gnostici, nei quali altri furono i riferimenti, e a mio parere più veritieri del pensiero di Cristo quale uomo che esplica la propria natura (concezione/spiritualità), all'umanità intera.
Nelle altre religioni, si parla di Gesù quale uomo della storia, tutti narrano di Lui, varie voci si intrecciano l'una con l'altra, ma rendono sempre più misterioso ed accattivante questo illustre personaggio che è la figura tra le figure che ha lasciato un vero segno nella storia.
Secondo l'Islam, non fu il Gesù che noi conosciamo e ricordiamo ad essere crocifisso, ma la persona più vicina a Lui Giuda (ricollegandoci ala risposta riportata da Teseo il Gemello).
Nel momento in cui le guardie venero a prelevare il Cristo, Giuda, che era la persona a Lui più vicina ed intima, si offrì di essere condannato al suo posto.
Dio ascoltò le parole di Giuda (secondo l'Islam è Iscariota), e commosso concesse a Gesù la facoltà di cambiare i connotati del discepolo.
Così Gesù, posando le mani sul viso di Giuda, ne cambiò l'immagine rendendolo un suo perfetto gemello o copia.
Infine Giuda fu crocifisso sulla croce al posto di Gesù, mentre il Cristo ascese con il suo corpo (integro) e il suo spirito al cielo al cospetto di Dio.
E' da notare come si intrecciano bene, o meglio le ricerche di Busby, trovino una perfetta collocazione in questa memoria religiosa, e come ne determinino una perfetta spiegazione.
Maria, come riportato, aveva due gemelli, a qui entra in gioco la "Bibbia di Re Giacomo" che si basa sui ritrovamenti dei rotoli del Mar Morto, in cui viene esplicato l'avvento della concezione.
Maria ebbe due Gemelli, concepiti da padri diversi (come avviene nella leggenda di Heracle e Ificlo, il primo figlio di Dio, il secondo figlio dell'uomo.. ma anche Gesù si faceva chiamare figlio dell'uomo, non è che in realtà era Giuda il gemello che viene annoverato nei Vangeli canonici???).
Che Maria abbia avuto due figli da due padri differenti, nella stessa ovulazione è scientificamente provato, questo succede raramente nella razza umana, ma in quella animale, molte femmine delle speci più prolifiche(gatti, cani, scrofe, conigli etc) generano nella stessa gravidanza figli di due padri differenti.
Così successe a Maria che generò due gemelli da padre diverso.
Quindi è probabile che Giuda fu cocefisso al posto di Gesù.
Ancora penso che non ci sia nulla di anormale, nel vedere Gesù come uomo che possa avere una donna, una famiglia, visto che l'essere Rabbhi in primis, non prevedeva il celibato religioso, anzi era vietato dalla legge di Dio, perchè così facendo si sarebbero rifiutati i canoni espressi in natura dalla volontà del Signore, la procreazione, e il rinnovarsi della vita attraverso lo status maschile e quello femminile, e l'unione che ne concerneva.
Proprio Gesù fu a lasciare detto nel vangelo di Tommaso che in paradiso si entra due a due...maschio e femmina, questo per azzittire l'impertinenete e saccente maschilismo esplicato da Simon Pietro.
E ancora, perchè meravigliarsi dello status di Druido che Gesù poteva aver ricevuto?
Dimentichiamo che Gesù proveniva, da una mentalità, ove la terra, intesa come vita, era centralizzata...in Grecia a quel tempo le sacerdotesse, praticavano i culti dedicati alla dea madre che veniva rappresentata come terra (Giunone), ma la terra intesa come fonte di sopravvivenza, che dolcemente si offriva quale nutrimento per i suoi abitanti.
Nei rotoli di Maria Magdala, altro vangelo gnostico, viene citato il valore di tale rito, il senso intenso che a noi è andato perso:
Maria Magdala era una nobile, in quanto sacerdotessa, ma anche se più adulta delle altre, fu scelta per partecipare al matrimonio sacro di fine raccolto.
L'atto sessuale descritto in quei rotoli, non ha una valenza oscena, come molti cristiani hanno voluto affibbiare, ma la valenza del ciclo delle cose:Il sesso l'unione tra maschio e femmina, genera il frutto della vita, ossia il raccolto, cioè la progenie.
Gesù a questo rituale, dagli sfondi pagani, partecipò quale raffigurazione del seme che va ad impantarsi nel ventre della donna (raffigurazione della terra fertile).La paganità dell'atto, sta a rappresentare il ciclo giusto delle cose, la semina, la crescita e il raccolto, come la terra anche gli esseri viventi tutti, uomo e donna rappresentano così l'energia sessuale, e non la toccata in fuga in stile Tinto Brass.
In seguito a questo avvento, le cui metodiche sono ancora in uso in determinati paesini del Sud Italia ( il lenzuolo della notte di nozze che viene mostrato dallo sposo al publico per dimostrare la verginità della sposa), ha portato al matrimonio di Gesù e della Maddalena, le cosidette nozze di Cana, tutto questo per rendere onore all'unione magica dei due.
Si delinea molto chiaramente come, sia stata censurata la storia, e come non ci si possa capacitare, senza approfondire in altre fonti non canoniche, come mai la Vergine si desse tanto da fare a queste nozze se il matrimonio non riguardava la sua Famiglia...invece il matrimonio riguardava proprio suo figlio Gesù che prendeva in sposa la Maddalena.Il miracolo dell'acqua trasformata in vino, non è altro che una metafora, per descrivere come lo sperma (acqua) dia forma alla vita unendosi all'ovulo( da qui la tarsformazione in vino).Anche qui si denota come venga usato il termine vino, per rapresentare il sangue.
Ancora nei rotoli, viene menzionata la maniacale invidia di Simon Pietro nei confronti della Maddalena, sia nel ruolo di sacerdotessa, che in quella di compagna di Gesù, esso aveva da ridire in ogni forma di comunicazione intima e publica tra i due.Inoltre da come si legge in altri vangeli non canonici, la Maddalena fu depositaria di ciò che era Cristo, attraverso sua figlia che partorì in Francia, e attraverso il volere che essa continuasse i suoi insegnamenti, mentre dall'altro lato Simon Pietro, pensò molto astutamente, di occultare la figura di quella donna, che gli aveva tolto le attenzioni del maestro, istituendo il celibato religioso, e la nozione che le donne sono peggio dei diavoli, concetto appreso e ampliato anche da Paolo Tarso.
L'origine del cristianesimo, ovvero della volontà di Dio, sono paritarie per uomini e donne, chi ha insabbiato queste nozioni, ha fatto un torto a Gesù.
Dopo secoli di bugie, e mezze parole, oggi si ha la possibilità di riesumare e ricomporre una verità, semplice e scorrevole che ridaranno luce alle vere origini e alle vere parole di Gesù.
Sephira
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MessaggioTitolo: Re: La bibbia censurata   Gio Set 25, 2008 12:18 pm

Come diceva Voltaire:"Il diritto umano non può essere fondato in alcun caso che sul diritto della natura,di conseguenza" l'intolleranza"(alla libertà di culto) è un abominio,un fatto assurdo e barbarico. E' chiaro che qualsiasi individuo il quale perseguita un uomo,suo fratello,per il solo fatto che non è della sua opinione è un mostro...la società possiede dei diritti legettimi sui propri membri in ragione dei vantaggi che procura loro,ogni cittadino stringe con essa un patto tacito,ma per poter esercitare i suoi diritti sui suoi membri la società deve fornir loro la giustizia,la protezione, e le leggi capaci di garantire la persona,la libertà personale,la libertà del suo pensiero,i suoi beni personali".
"Noi siamo tutti pieni di debolezze ed errori,perdoniamoci a vicenda le nostre sciocchezze:questa è la prima legge di natura. Il principio universale in tutta la terra è il seguente:non fare ciò che non vorresti fosse fatto a te".

Che sotto certi aspetti,anche se per vie del tutto diverse,Voltaire ricalcasse ciò che predicava Gesù?
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MessaggioTitolo: Re: La bibbia censurata   Gio Set 25, 2008 12:21 pm

"L'origine del cristianesimo, ovvero della volontà di Dio, sono paritarie per uomini e donne, chi ha insabbiato queste nozioni, ha fatto un torto a Gesù".

Più che un torto, ha fatto un abominio.
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