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 AGHARTI

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Sidra
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MessaggioTitolo: AGHARTI   Mer Set 24, 2008 10:46 pm




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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: AGHARTI   Mer Set 24, 2008 11:41 pm

In merito al post aperto da Sidra, ho trovato altro materiale che cmq, può creare dei bei legamenti tra vari argomenti trattati dal nostro forum.
Iniaizmo con una similogia Shamballà, la citta degli smeraldi capitale di Agharti, ove risede il RE DEL MONDO, assimilato con Lucifero.
Lucifero oltre al tridente, proprio del Re del Mondo (detto anche Nettuno vedi post precedente), era l'angelo sulla cui fronte era incastonato un enorme smeraldo.Al momento della caduta dai Cieli , Lucifero perde il suo enorme smeraldo, che va a cadere sulla terra.
Questo smeraldo raccolto e lavorato a forma di catino, faceva parte del tesoro di Re Salomone.
Salomone ricevette alla sua corte la regina di Saba, e decise di porgere lo stupendo catino di smerladoin dono alla bella regina.Le prime leggende assimilano allo smeraldo perso di Lucifero "l'identità" di santo graal, visto che il vespero era colui che donava la luce alle menti e agli spiriti.
Analogamente Shamballà, è la sede del Re del Mondo (Lucifero) e non a caso il suo nome significa proprio città degli smeraldi.
Analogia tra Graal e Agharti.
Inoltre trovo interessante aggiungere l'articolo che segue, che esplica in diverso modo da quello ascoltato cosa è Agharti
Sephira
Crocevia del mistero

Il mito di un regno sotterraneo e segreto risale alla religione braminica; nel suo inquietante saggio Il Re del Mondo (1927), l'esoterista francese René Guénon elenca una gran quantità di antiche tradizioni a proposito di una Terra Santa per eccellenza; localizzata nel corso dei millenni in molti luoghi reali o leggendari (Atlantide, il Regno di Prete Gianni, il castello di Camelot, l'isola d'Avalon, il Montsalvat dei miti di Re Artù; l'omerica isola di Ogigia, la mitica isola di Thule; il monte Meru, il monte Olimpo, il monte Qaf). La denominazione Agharti e una descrizione organica della sua struttura hanno cominciato tuttavia a diffondersi soltanto a partire dall'inizio di questo secolo, grazie alle opere di Louis Jaccolliot (il quale ne parlò per primo in Les fils de Dieu), Saint-Yves D'Alveydre (che privilegia la dizione indiana Agarttha a quella mongola Agarthi), Ferdinand Ossendowski, René Guénon. Ossendowski riferisce le parole di un Lama mongolo secondo il quale il Paradesha fu fondato dal primo Guru (intermediario del volere divino) intorno all anno 380.000 a.C., e divenne sotterraneo più di seimila anni fa .

La capitale segreta

Il cuore di Agharti ha sede sotto l’Asia Centrale, nel vasto territorio che va dal deserto del Gobi alle impervie montagne del Tibet e del Nepal; il Regno si estende per vie sotterranee nel mondo intero fino alle caverne dell’America, ancora abitate dall’antico popolo che disparve sotto terra. La sua capitale è Shambhalla, mitica “Città di Smeraldo” più volte citata dai viaggiatori medioevali, ricercata invano all’inizio nel secolo dall’esploratore Sven Hedin (i suoi viaggi sono descritti nel volume Im Herzen von Asien, 1902), e localizzata in India, in Tibet, in Cina, in Indocina, in Mongolia. Nella città di Shambhalla risiedono il Re del Mondo, i saggi Guru e gli spiriti Pandita; per alcuni commentatori, tuttavia, essa è il centro del male di Agharti, sede degli iniziati di mano sinistra. Il centro del Regno sotterraneo sorge sul principale incrocio delle correnti terrestri, o forse è esso stesso a generare questi fiumi di energia arcana che percorrono tutto il pianeta e si diffondono in superficie irraggiati dai megaliti. Agharti costituisce il mozzo, immobile e immutabile, della Dharma Chakra, la Ruota della vita e della legge della tradizione indù, alla cui rotazione è legato il destino dei mortali. Agharti esiste simultaneamente sia sul piano fisico, sia in unelevatissima dimensione mistica, e solo pochissimi Arhat (illuminati) hanno la possibilità di accedervi. Per evitare che il male vi penetri, essa è tenuta isolata dal mondo della superficie da vibrazioni che offuscano la mente e rendono invisibili le porte di accesso: per questo i non iniziati che l’hanno cercata (tra cui Ferdinand Ossendowski e Sven Hedin) non sono mai riusciti a trovarla. Meglio per loro: i comuni mortali che, per una ragione o per l’altra, riuscissero a varcare uno dei suoi ingressi (ce ne sono in India, in Nepal, nel Borneo e nella Comunità di Stati Indipendenti) incontrerebbero lo stesso destino di un re della dinastia dei Malla, che si perse con tutto il suo seguito nelle immense gallerie, o di un cacciatore che riuscì a entrarvi e uscirne, ed ebbe la lingua tagliata dai Lama affinché non raccontasse cosa aveva visto. Esiste solo un popolo che è nato nelle profondità di Agharti e ora vive in superficie: è quello degli Zingari, che furono cacciati dal Regno sotterraneo. Di Agharti conservano la memoria genetica – lo riprova il loro vagabondaggio senza fine, alla ricerca di una patria che non potranno mai rivedere – e certe facoltà magiche, come la capacità di predire il futuro e leggere la mano. Il Re del Mondo Agharti è retta dal Brahmatma (colui che ha il potere di parlare con Dio) ovvero il Chakravarti (Re del Mondo), che regna per il periodo di un Manvatara, una delle quattordici ere (la nostra è quella detta del cinghiale bianco) da cui è composto un ciclo cosmico. Vaivaswata, settimo e attuale Re del Mondo, è in comunione spiritale con tutti i Manu che hanno regnato prima di lui, tra cui il primo Brahmatma Swdyambhuva; di tanto in tanto – racconta Ossendowski – egli si reca nella Cripta del Tempio dove giace, in un sarcofago di pietra nera, il corpo imbalsamato del suo predecessore, per unire la sua mente a quella dei Manu del passato. La caverna è sempre oscura, ma quando vi penetra il Re del Mondo, le pareti si rigano di strisce di fuoco e dal coperchio del sarcofago si levano lingue di fiamme. Il Guru più anziano sta davanti a lui con il volto e il capo coperti; egli non si toglie mai il cappuccio, perché la sua testa è un cranio nudo in cui di vivo non ci sono che gli occhi e la lingua. Dal sarcofago cominciano a emanare i flussi diafani di una luce appena visibile: sono i pensieri del predecessore del Re, ed esprimono le volontà e i comandi di Dio. Il Brahmatma, insieme al Mahatma (colui che conosce il futuro) e al Mahanga (colui che procura le cause affinchè gli avvenimenti si verifichino), forma una potente triade; da essa dipende una società di cavalieri-sacerdoti, i templari Confederati dell’Agharti, il cui livello più elevato è il cosiddetto "consiglio circolare" formato da dodici iniziati: lo stesso numero – fa rilevare René Guénon – dei Cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù . Di rado il sovrano si mostra al di fuori del suo regno: le ultimi apparizioni pubbliche sono avvenute nel monastero di Narabanchi nel 1890 (a quell’anno risalgono una serie di profezie che anticipano, con una precisione sconcertante, gli sconvolgimenti politici iniziati un secolo dopo), nel 1923 in Siam e nel 1937 a Delhi. Comparirà davanti a tutti soltanto quando il tempo sarà venuto di condurre tutti gli uomini buoni contro i cattivi, ma il tempo non è ancora venuto. Gli uomini più cattivi dell umanità non sono ancora nati.


Ultima modifica di Sephira il Gio Set 25, 2008 12:35 am, modificato 3 volte
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: AGHARTI   Mer Set 24, 2008 11:47 pm

Religione primordiale

Il termine Manu (legislatore universale, mediatore tra l'uomo e la divinità), un altro attributo con cui Renè Guenon definisce il Re del Mondo, si ritrova, in forme diverse, presso tutte le antiche religioni: "Mina " o "Menes " degli Egizi, "Menw " dei Celti, "Minos " dei Greci; nella Qabbalah è l'angelo Metatron, nella religione cristiana la sua funzione è svolta dall'Arcangelo Michele. Ad Agharti è nata, infatti, la religione unica, primordiale e perfetta dell "Età dell'Oro", in grado - per mezzo di pratiche mistiche - di porre l'uomo in totale comunione con Dio. In tempi remoti i Grandi Iniziati di Agharti vennero in superficie per predicare la loro religione; il Maestro Rama, che gli Indù considerano un avatar (incarnazione) del dio Vishnu, la diffuse dall'India fino al Nord Europa, dando origine alla civiltà Indo-Europea. L'antico legame con Agharti si può riscontrare linguisticamente nel termine "Asghard", la città di Odino e degli Dèi dei miti germanici: per questo Adolf Hitler riteneva che i popoli nordici fossero i veri eredi spirituali del Regno Occulto. Tutte le grandi religioni attuali traggono le loro origini dalla religione primordiale di Agharti, così come tutte le tradizioni particolari sono in fondo solo adattamenti della grande tradizione primordiale; i loro supremi sacerdoti e i loro iniziatori (Rama, Melchidesec, Budda, Mosè, i Re Magi, Cristo, Maometto) sono dirette emanazioni del Re del Mondo. Nel corso dei millenni le religioni si sono secolarizzate, e conservano ormai solo qualche pallido ricordo della loro gloriosa e comune identità. Con l'aiuto e gli insegnamenti occulti dei Superiori Sconosciuti , potenti illuminati mescolati agli uomini della superficie, la tradizione originale di Agharti è stata portata avanti dalle Società esoteriche, organizzazioni mistiche composte da ristretti gruppi di iniziati. Certi riti, certi numeri (come il già citato 12, o il 22, quello degli Arcani maggiori dei tarocchi) e certi simboli (per esempio la solare svastica, resa purtroppo tristemente famosa da Hitler) che ricorrono in queste organizzazioni rispecchiano riti, numeri e simboli sacri del Regno Sotterraneo . Renè Guenon fa tuttavia rilevare che, nel XIV secolo, ha cominciato a generarsi tra Agharti e l'Occidente una rottura che è divenuta definitiva intorno al 1650, quando i rappresentanti della Società esoterica dei Rosa+Croce lasciarono l'Europa per ritirarsi in Asia. Da quell'epoca in poi, il deposito della conoscenza iniziatica non è più custodito realmente da nessuna organizzazione occidentale, e la parola perduta va ormai cercata soltanto tra i saggi del Tibet e della Tartaria . Il governo occulto Il Re del Mondo non è soltanto un capo religioso, ma regge anche i destini materiali del pianeta (l'unità tra il potere spirituale e quello temporale è simboleggiata nella figura del Re-Sacerdote Artù). Il Manu fa in modo che il corso della storia segua un preciso andamento (difficilmente comprensibile e non necessariamente positivo secondo i nostri canoni) in accordo con un ineffabile piano divino. In Mission de l'Inde en Europe (1910), lo scrittore Saint-Yves d'Alveydre sostiene che il Re del Mondo è il più alto esponente della Sinarchia, una sorta di Governo centrale di uomini di scienza, potentissimo e ramificato, i cui esponenti terreni (il Consiglio Europeo di Stati e il Consiglio Internazionale delle Chiese) ispirano e controllano i grandi moti politici o d'altro genere che segnano l'evoluzione del genere umano. Al sovrano non mancano i mezzi per eseguire la propria missione: quando lo desidera egli può infatti mettersi in comunione con il pensiero di tutti gli uomini che hanno influenza sul destino e la vita dell'umanità : Re, Zar, Khan, capi guerrieri, sacerdoti, scienziati. Egli conosce tutti i loro pensieri e i loro disegni; se questi sono graditi a Dio li asseconda, altrimenti li fa fallire. In più, se la nostra folleumanità si mettesse a fargli guerra - scrive Ossendowski - i Templari Confederati dell'Agharti sarebbero in grado di fare esplodere tutta la superficie del globo e trasformarla in un deserto, o di prosciugare i mari e trasformare i continenti in oceani
Fonte:
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/ESOTERISMO.html#4


Ultima modifica di Sephira il Gio Set 25, 2008 12:36 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: AGHARTI   Gio Set 25, 2008 12:08 am

Da Edicolaweb riporto il seguente articolo:

I CONTINENTI ESOTERICI. DA MU AD AGARTHI: IL CERCHIO SI CHIUDE
Ma non era tutto: ben presto, come era già accaduto per Agarthi e per Atlantide, Mu assunse una dimensione extrafisica, esoterica e si legò indissolubilmente ad Agarthi.
Infatti il continenti perduto venne spostato nel presente, nell’epoca del "Kali-Yuga" mentre la sua collocazione nello spazio avvenne su un piano di realtà diverso da quello in cui vive l'umanità. Perché, mentre la vicenda umana restava legata al Sam Sara, il binomio Agarthi-Mu divenne una sorta di motore immobile, separato dal Kali Yuga da cui non poteva restare contaminato.
Agarthi-Mu appartengono, in altre parole, alla dimensione immutabile del Nirvana.
Resta da chiare cosa sia questo "Kali Yuga" (letteralmente: Età nera) cui ho spesso fato cenno.
Come appare evidente il nome comprende il nome di "Kali", la terza persona della trimurti vedica e ci rivela che si tratta del periodo di Kali che corrisponde al periodo oscuro della tradizione brahminica.
A scanso di equivoci debbo precisare che Kali Yuga non corrisponde ad alcunché dell’escatologia cristiana; la fine del Kali Yuga non segnerà la fine del mondo, ma la fine della realtà che noi conosciamo.
Se dovessi tracciare un parallelo con una realtà religiosa occidentale, rileverei piuttosto la somiglianza con l’avvento del Sausyant ed alla circolarità del mondo zoroastriano: al termine del Kali Yuga l'umanità sarà salvata dal "Buddha Maitreya", il "Buddha che sarà" identificato comunemente con il Re del Mondo.
Peraltro il Kali Yuga non si riferisce ad un evento futuro indeterminato e indeterminabile ("certus sed incertus quando").
Sotto il profilo religioso il Kali Yuga è perfettamente determinabile, essendo iniziato intorno al 3100 a.C. con una congiunzione globale dei pianeti. Questo rarissimo fenomeno astronomico, che coinvolge tutto il sistema solare, avrebbe avuto effetti disastrosi sulla Terra.
Sarebbe a questa congiunzione planetaria che dovremmo il Diluvio Biblico e, forse, a qualcuna delle catastrofi rivelate dal sacerdote di Sais a Solone (come ci rivela Platone nel "Crizia").
Stà di fatto che agli inizi del XX secolo Saint-Yves d'Alveydre (in India) e Ferdinand Ossendowski (in Mongolia) per primi vennero a conoscenza della collocazione mitica del continente esoterico Mu-Lemuria).
Ossendowski in particolare avrebbe scoperto ad Urga (l'attuale Ulam Bator) due oggetti provenienti da Agarthi: l'anello di Gengis Khan (con il segno della svastica) e il sigillo del "Re del mondo" o Buddha - Maitreya.
L’anno 3102 a.C., in ogni caso, riveste una particolare importanza nella vicenda di Agarthi perché è proprio in quell’anno che i suoi abitanti si sarebbero trasferiti nel sottosuolo allo scopo di evitare la contaminazione da parte del male.
Quella che era stata Paradesha (iranico = paradiso) divenne così Agarthi, "l'inaccessibile".
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Sephira
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MessaggioTitolo: Il potere degli abitanti di Agharta:Il Vril   Gio Set 25, 2008 10:07 pm


Il Vril è nota come energia mentale, che permette la manipolazione degli elementi, lo spostamento del corpo nello spazio tempo, la telecinesi, la veggenza, ed anche come fonte autonoma e rinnovabile enrgetica usata per i mezzi di trasporto, che a noi giungono (probabilmente) come U.F.O.
Questa energia, è propria degli abitanti di Agharti, una popolazione formata da varie razze, che hanno questa potenzialità che i rispecchia nell'uso completo del cervello.
Tenendo conto, che gli esseri umani di superficie sono discendenti genetici, di una delle tante razze che popola il regno del Re del Mondo, è facile giungere alla conclusione che, nell'uomo ci sono plausibili capacità per sfruttare il 100% della sua mente, e quindi di generare anche esso a sua volta il Vril.
Ma è evidente che ci sia una bella differenza tra il mondo di sotto e quello di sopra, forse all'uomo è negata la facoltà di recuperare l'ausilio del vril, onde non permettergli di creare danni irreparabili.
Ma vediamo cosa è il Vril:
Il termine Vril deriva dal nome della razza di semidei (i Vril-ya) che vive all'interno delle viscere della Terra. Per parecchio tempo “Vril” venne associato all'elisir di lunga vita.
I Vri-ya, erano coloro che avevano ogni mezzo per curare le malattie, e assicurare così all'individuo una vita longeva, che poteva toccare l'immortalità
Seguendo questo discorso, è naturale pensare che i Vri-ya,
essendo a conoscenza di nozioni chimiche, fisiche e matematiche, sono coloro che usano e conoscono la "panacea", principio e ricerca dell'alchima.
Questi esseri, hanno sembianze umane, l'unica cosa che li difefrenzia è la carnagione diafona, questo lo lega al concetto dei figli degli vigilanti e delle donne i cosidetti Nephlim, e i discendenti di Atlantide, nonchè, al fastto che conducano una vita sotterranea. L'Energia Vril deriva dal Sole Nero, Il Sole posto all'interno della terra Cava, le cui radiazioni permetterebbero agli abitanti della Terra Cava, i Vril-Ya, di vivere per migliaia di anni, dotati di poteri divini. Non a caso il sole nero, è anche un simbolo ricercato ed adattato dalla società nazzista di Hitler/Himler, che volevano a forza vantarsi di essere i discendenti della razza pura, per questo adottarono una simbologia che li marchiasse ad occhio, peccato che la trasposione che loro usarono rappresentava l'inverso di quello che pensavano.
Le SS, e anche la società di Thule, erano estremamente convinti che esistesse Agharti e Shamballà, al punto tale da organizzare un esagerata spedizione, per invadere o meglio per entrare nel regno sotterraneo...fu la gara del tipo chi primo arriva meglio alloggia.Peccato per loro che nessuno riusci a penetrare in Shamaballa, evidentemente nonostante i culti e cultetti che praticavano, nessuno era un effettivo eletto che poteva accedervi.

Vril è un diverso termine per definire la stessa energia: Reiki, Ch'i. Akasa, Pneuma, Etere e l'Energia Orgonica di Wilhelm Reich.

Allo stesso modo questa energia, fluida è da rapportarsi al prana che circola nel nostro corpo, attraverso i cardini vitali detti chakra.

La ricerca del Vril, ha convolto anche illustri maestri occulti come Crowley, che la ricercava attraverso la amgia sessuale, visto che nel culmine del piacere l'uomo e la donna erano capaci di liberare una tale potenza psitica, capace di realizzare ogni volere come epr magia.

L'amplificazione del Vril si trova attraverso il sesso, è noto fin dall'antichità, attraverso, i riti baccanali, riti orgiastici di natura propiziatoria, culti di fertilità dei campi e nella prostituzione sacra (ancora oggi presente in alcune etnie conservatrici), e nel sesso tantrico, praticato nel buddhismo e nel vajrayana, che avvicina al divino e allontana dal terreno.

Questa definizione, non è da scartare, è evidente come all'apice del piacere la mente sia sgombra da qualsiasi volta di pensiero, concentrandosi su di se stessi, sentendo esplodere e diffondersi una sensazione primordiale ed estremamente forte.

Sephira
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MessaggioTitolo: Re: AGHARTI   Mar Nov 25, 2008 11:57 pm

Un argomento molto interessante. Lo continuiamo?
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: AGHARTI   Mer Dic 03, 2008 12:29 am

Bhe si, ma meglio affrontarla passo passo, onde evitare allusioni futili alle leggende popolari che si sono create nei millenni su Agharti.
Ogni popolo ha reclamato di per se la conoscenza su Agharti, proprio come Dio, forse perchè è evidente il riferimento che il signore che domina da Agharti è il Re del Mare, il plausibile vero Dio, ma Agharti non appartiene a nessuno, come allo stesso modo Dio non appartiene ai diversi schieramente teosofici/religiosi che lo reclamano per se, ed è per questo che il regno eterno è negata ai più umani.
Precisiamo che Agharti è rappresentata come stato, o fetta di mondo continentale sotterraneo, la sua superficie si estende dalla crosta terrestre continetale, attraverso vari labirinti sotterranei, che proseguono dal mantello superiore, percorrendo quello inferiore, fino ad arrivare alla nucleo, dove è stata fonddata la capitale di Agharti, Shamballa, ove risiede il Re del Mondo, i superstiti di Atlantide e Mu, i rettiliani, e i Nephilim, a pochi uomini è stato concesso l'accesso a Shamballa, questi che vi possono accedere sono gli spiriti discendenti dei popoli riportati, inoltre bisogna precisare e sotto9lineare non è affatto veritiero che l'accesso è riservato alle persone pure,con grande cuore, la purezza per i canoni di Shamballa viene intesa come totale consapevolezza dello spirito, che si può racchiudere in un antica massima giapponese, "Ciò che sta tra la mano destra e la mano sinistra congiunta, non è il vuoto come si pensa ma la cosapevolezza universale che ci attornia e riusciamo a concepire", mentre la purezza di cuore è sinonimo di capacità di sviluppo del vriil, unione mente e spirito che agisce sul corpo, indi in Shamballa non eiste il concetto di bene o male, di negativo o positivo perchè la realtà che si respira è neutrale e non inquinata, il duale concetto bene male è un incapacità umana, allo stesso modo Shamballa non è il paradiso terrestre, o eden a cui tutti potrebbero essere predestinati, ma semplicemente l'ultima roccaforte terrestre della perfezione, chi vi giunge non è perchè riesce a forzarne i cancelli, ma semplicemente perchè i cancelli di Shamballa a loro si aprono spontaneamente, essi si aprono dall'interno per entrarvi dall'esterno, a chi ha consapevolezza nel proprio prana prana, un elevato ed ionnato sviluppo psico spirituale dato dall'ausilio perfetto dei chakras superiori, 3° occhio e corona, ed in più una discendenza
nobile, che è riservata ai predestinati e non ai prescelti, a Shamballa non esistono prescelti anonimi e comuni come si vuole dire
e fare credere attraverso le le legende pseudo metropolitane, l'opportunità è concessa ai discendenti (persone apparentemente comuni ma superlativamente soeciali) nei tempi giusti e dati di fare ritorno nella propria Madre Patria.
Le entrate per Agharti, si contano sulle dita:
Famosissima fu la spedizione delle SS nella zona sud orientale dell'Ucraina, che finì in una ritirata all'insegna della coda tra le gambe, rinomatissima è l'entrata che si trova sulla parte posteriore della Sfinge, un entrata che nessuno riesce a forzare, perche ai comuni non è stata data la semplice facoltà di aprire le entrate dal loro interno, ancora le fosse oceaniche, celeberrime è il passaggio che si trova nell'arcipelago delle isole Marianne, dove è spesso registrata un forte attività energetica, non dovuta solo all'attività geofisica, anzi l'attività geofisica è proprio la barriera permeabile che permette a chi di Shamballa di venire sulla nostra superfice, e che rende umanamente impossibile l'accesso verso l'interno a causa delle disumane temperatura, e per l'insopportabile (a dir poco) pressione atmosferica a cui un semplice e fragile corpo umano sarebbe sottoposto, ed infine il famoso cerchio alchemico
perfettamente completo, quello che rappresenta l'impossiibile ma reale sinfonia perfetta degli elementi fisici e metafisici, che apre i
portale dimensionale, (porta alchemica per l'appunto), che separa il nostro mondo reale, dove ogni potere è stato negato, da quello perfetto ove la mente e le energie che essa sviluppa porta al vero sovrannaturale.
Paraeccelso, era solito usufruire del passaggio alchemico, lui poteva andare e venire da Shamballa, la sua conoscenza alchemica, che non si limitava alla semplice scienza erbofarmaceutica dell'epoca ( molte persone tendono a confodere la scienza alchemica, ossia il dominio degli elementi con l'erboristica farmaceutica, non c'è cosa più errata, anche se entrambe le scienze si basano sulla chimica, fisica e matematica, alla seconda di uso comune manca il vriil e lo spiccato prana che funge da legante e da scintilla animatrice tra le molecole), era dovuta alla sua discendenza diretta e spirituale dagli abitanti di Shamballa, e a lui conoscenze e facoltà a dir poco disumane.
Shamaballa è negata a chi non ne potrà mai fare parte, e questo si nota anche per come si è arrivati a ridurre la superfice dove si abita, posto degno che calza a pennello, a chi aridità e pienezza di se, sono solo semplicemente il fattore "zeta" che rende ultimi ma mai primi come ci si illude costantemente.
Sephira
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MessaggioTitolo: Re: AGHARTI   

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