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 I RETTILIANI

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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:14 am

Propulsione spaziale dei Carri Celesti degli Anunnaki: un motore ad acqua?
L'ultimo punto che affrontiamo è la propulsione spaziale delle navi celesti degli Anunnaki. Secondo il testo di Sitchin, basato sulle antiche tavolette mesopotamiche, i "Carri Celesti" funzionavano ad acqua. Leggiamo direttamente il testo:

"Le acque per alimentare le Pietre Fiammeggianti del carro
non erano sufficienti per completare il viaggio!" 7

Cosmogonia Sumera e moderna astronomia a confronto
Compariamo ora le conoscenze astronomiche degli antichi Sumeri con quelle moderne: i Sumeri descrivono Nettuno come un pianeta di colore blu come "acqua cristallina", ed effettivamente la prima foto della sonda spaziale Voyager 2 della NASA, che risale all'agosto 1989, lo mostra proprio di un bel blu. Dal testo "Alla scoperta del Sistema Solare" di A Braccesi, G. Caprara e M. Hack (Mondadori, 1993-2000) riportiamo un passo della didascalia che illustra una foto degli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena:
"[...] L'immagine trasmette l'entusiasmo degli scienziati quando, il 25 agosto 1989, grazie agli obiettivi della sonda partita dalla Terra 12 anni prima, anche Nettuno svelava finalmente il suo vero volto", pag. 195.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:15 am

Nel descrivere il pianeta Nettuno i tre autori scrivono: "Nettuno è molto più bello di Urano. Il suo colore è azzurro mare, dovuto soprattutto al metano presente nell'atmosfera che assorbe le radiazioni di lunghezza d'onda maggiore [...]", pag. 196.
Ed infatti i Sumeri, (o meglio nel racconto del loro dio Enki, un cosmonauta proveniente dal pianeta Nibiru) lo ritraggono proprio "blu come acqua pura cristallina", e molto simile ad Urano

("In lontananza lo sposo di Antu iniziò a brillare,
di pari grandezza di Antu per dimensione.
An si distingueva, come compagno della sposa, per un colore blu-verdastro.") "Il libro perduto del dio Enki", Piemme, 2004.

Cosa dice la moderna astronomia? La stessa cosa, anche se meno poeticamente: "I due pianeti sono molto simili anche per quanto riguarda il periodo di rotazione [...]" , pag. 196, ibidem.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:16 am

A proposito di Urano così ci si esprime nel medesimo e pregevole testo di divulgazione astronomica: "Grazie alle migliaia di fotografie trasmesse [dalla sonda Voyager 2 che gli passò accanto dal gennaio al febbraio 1986] Urano aveva finalmente un volto [...] Fu confermato che proprio il metano, assorbendo nell'alta atmosfera la luce nella lunghezza d'onda del rosso, dava alle fotografie del pianeta un'immagine colorata in tonalità verde-blu.", pag.179. Ma questo dato era già disponibile alla civiltà umana grazie ai Sumeri (vedi qualche riga sopra) che inoltre ci dicono che il pianeta ha l'asse orbitale quasi parallelo alI'eclittica: "An giaceva su un fianco". e dunque ciò andrebbe considerato un dato di riscoperta astronomica.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:16 am

Riflettiamo infatti sull'inclinazione dell'asse orbitale di Urano (conseguenza di un urto cosmico di un remoto passato?): "L'inclinazione di Urano [...] è quindi data, per convenzione, pari a 98° [...]" (pag. 180, ibidem).
In una didascalia si specifica: "[...] l'asse di rotazione di Urano giace quasi sul piano dell'orbita, cosicché più che ruotare Urano 'ruzzola' lungo l'orbità", pag. 180.
Quale spiegazione per questa bizzarra caratteristica?
Rifacendoci all'autorevole testo scritto da Braccesi, Caprara ed Hack: "[...] Nessun modello è in grado di spiegare l'inclinazione dell'asse di rotazione senza ammettere che ci sia stata una collisione con un altro corpo", pag. 180, ibidem.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:17 am

Ancora una volta le ardite teorie di un Velikovsky e di un Sitchin rispondono là dove la scienza ufficiale non sa che pesci pigliare, prigioniera com'è dei vecchi paradigmi della cosiddetta "scienza normale"; a proposito di quest'ultima espressione si veda il saggio "La struttura delle rivoluzioni scientifiche" uscito nel 1962 a firma di Thomas Kuhn (Cincinnati 1922 - Cambridge 1996).
Torniamo ora alle osservazioni astronomiche: prima che la Voyager 2 effettuasse i flyby del 1986 e del 1989, come erano visibili dai telescopi di terra i due pianeti esterni Urano e Nettuno, scoperti rispettivamente nel 1781 e nel 1846?
Possibile che i Sumeri disponessero di sofisticati telescopi in grado di ammirare Urano e Nettuno in tutto il loro splendore?
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:18 am

Alcuni accademici (fra i quali anche un celebre docente universitario italiano) sostengono di sì, ma io ritengo invece che ammesso e non concesso che i mesopotamici avessero conosciuto l'ottica e realizzato con perizia qualche cannocchiale, non avrebbero mai potuto godere della bellezza dei pianeti più esterni. Del resto gli stessi Sumeri fanno derivare le loro strabilianti conoscenze dagli Anunnaki, non dal loro ingegno scientifico e tecnico.
Infatti alla fine degli anni '80 (in concomitanza con le immagini inviate dalla Voyager 2 ai confini del Sistema Solare) il più potente telescopio terrestre era il riflettore sovietico Zelenchukskaya dell'Osservatorio astronomico BTA-6 (specchio di 6,10 metri di diametro e montatura altazimutale), costruito nel Caucaso a 2100 metti di altitudine ed operativo dal 1976-77. Lo Zelenchukskaya fu superato in dimensioni soltanto nel 1993 dal Keck 1 delle Isole Hawaii.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:19 am

Ma nonostante la complessità dei telescopi di allora prima dell'osservazione diretta da parte della sonda interplanetaria della NASA i pianeti Urano e Nettuno venivano ritratti in foto necessariamente sovraesposte (la tecnologia digitale dei CCD era agli esordi).
Ricordiamo anche che il pianeta di Herschel (Urano) è appena visibile ad occhio nudo solo quando è al massimo della sua luminosità e, come riporta un testo di divulgazione scientifica degli anni '80 del secolo scorso: "[...] anche con i più potenti telescopi non è possibile distinguere molto del suo pallido disco verdastro" , pag. 182 del testo "Cosmo. Atlante dell'Universo", Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985 (edizione italiana di "The Atlas of the Universe, 1970-1981 Mitchell Beazley Ltd, Londra, testi a cura di Patrick Moore, presidente della "British Astronomical Association").
Di Nettuno, cinque volte meno luminoso di Urano, si dice invece: "[...] Ha un colore leggermente bluastro; i dettagli del disco sono molto difficili da distinguere in qualsiasi condizione.", pag. 182, ibidem.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:20 am

Soltanto con la visita della sonda Voyager 2 si è fatta luce su Nettuno: "[...] Le osservazioni della sonda hanno confermato la somiglianza con Urano, anche per ciò che riguarda il sistema dei quattro anelli e otto satelliti che lo circonda.", pag. 196, "Alla scoperta del Sistema Solare" di A Braccesi, G. Caprara e M. Hack (Mondadori,1993- 2000).
I Sumeri, vissuti migliaia di anni prima che l'umanità costruisse sonde interplanetarie e computer di bordo, lo sapevano già:

"[...] In lontananza lo sposo di Antu iniziò a brillare,
di pari grandezza di Antu per dimensione.
An si distingueva, come compagno della sposa, per un colore blu-verdastro.", pag. 52 seconda tavoletta de "Il libro perduto del dio Enki", Piemme, 2004
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:21 am

Veniamo infine alla propulsione dei "Carri Celesti" degli Anunnaki: gli antichi testi parlano di acqua e di pietre fiammeggianti. C'è qualcosa di simile oggi allo studio, come fonte di energia alternativa?
A quanto pare sì: l'esperimento di fusione fredda (o meglio di trasmutazione) secondo il metodo dei giapponesi Mizuno-Ohmori dell'Università di Hokkaido, già replicato dal francese Naudin e dagli italiani Dattilo-Cirillo-Iorio, i quali hanno nondimeno introdotto alcune varianti.
Questi ultimi hanno presentato per la prima volta i risultati dei loro studi in occasione del congresso sulle nuove energie organizzato dall'O.N.N.E, a Grottammare (Ascoli Piceno), il18 aprile 2004.
I ricercatori italiani hanno dimostrato che in un'opportuna cella elettrolitica è possibile ottenere una grande quantità di energia dalla semplice presenza di una soluzione acquosa di un sale come il carbonato di potassio. Il titolo di una loro relazione esplicativa presente in Rete è la seguente: "Trasmutazioni di metalli a bassa energia tramite plasma confinato in acqua", di D. Cirillo, A. Dattilo ed E. Iorio.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:22 am

Quello che si osserva sperimentalmente è la creazione di plasma attorno al catodo di tungsteno della cella, probabilmente originato da vere e proprie reazioni di trasmutazione nucleari (vista la presenza di tracce di nuovi elementi chimici in soluzione, dapprima assenti).
Ce n'è abbastanza per un epocale cambiamento di paradigma. Forse però bisognerà attendere il pensionamento e la morte dei cattedratici docenti di oggi (come ricordava Max Planck), impegnati con tutte le loro forze in buona o cattiva fede a conservare la cosiddetta "scienza normale" e lo status quo.
O forse sarà sufficiente il fulgore rossastro di Nibiru al crepuscolo per convincerli che non siamo soli nel Sistema Solare, catalizzando così la rivoluzione scientifica che da tempo bussa ormai impazientemente alle nostre porte.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Lun Nov 19, 2007 12:24 am

Luca Scantamburlo
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:10 am

Come ipotizza qualche ricercatore, i telescopi statunitensi-vaticani starebbero scrutando il firmamento per individuare non un corpo celeste, ma eventuali astronavi in avvicinamento alla Terra. L’infame sinarchia che soggioga da millenni (almeno) gli uomini, èlite discendente dagli Annunaki o da ibridi alieni-umani (si pensi a tutte le testimonianze iconografiche, letterarie, archeologiche ed alle recentissime scoperte genetiche) teme l’arrivo di civiltà che potrebbero por fine al suo scellerato dominio?
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:12 am

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È necessario qui riflettere su uno dei numerosi luoghi comuni che inficiano la comprensione delle questioni esobiologiche. Molti, infatti, asseriscono: “Se veramente esistessero delle civiltà aliene più progredite, sotto il profilo tecnologico, rispetto a quella terrestre, queste stars nations avrebbero già invaso il pianeta”. Siamo così sicuri che per conquistare un pianeta sia necessaria un’invasione? Se veramente esistono degli extraterrestri con mire di conquista, non sarebbe preferibile per loro adottare una strategia anche a lungo termine consistente in un’operazione “cavallo di Troia”, ossia una scaltra intrusione nella fortezza del nemico? Non è forse più efficace un piano di lenta, ma pervasiva infiltrazione, rispetto ad una guerra guerreggiata? In guisa simile, un virus attacca un organismo, insediandosi nella cellula ospite. Una tattica del genere si rivelerebbe molto più efficiente, perché il nemico sarebbe soggiogato con calma, in modo pressoché impercettibile, reso inoffensivo, quasi senza colpo ferire.

Credo che gli Annunaki od i loro discendenti dominino la Terra da tempo immemorabile, ma non tanto con le armi della coercizione quanto con l’astuzia. Una delle più scaltre invenzioni escogitate dagli Arconti fu la religione, intesa come culto dogmatico e narcotico per lo spirito, come instrumentum regni. Che poi tale religione coincida con l’adorazione di “dèi” assetati di sangue animale ed umano, come molti numi medio-orientali o che, con un po’ di maquillage, sia stata resa un briciolo più degna ed appetibile e diffusa col nome di Ebraismo, “Cristianesimo”, Islam etc. poco importa. Sono sempre sistemi dottrinari assurdi e, in gran parte, falsi, ma di grandissima presa sulle masse ora blandite con la promessa di un paradiso ultraterreno, ora spaventate e controllate con la minaccia dell’inferno.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:13 am

Innumeri sono gli altri sistemi per tenere a bada le popolazioni: dal divide et impera alle ideologie falsamente libertarie, dall’evasione tramite i circenses alla diffusione di bisogni fittizi, dall’’attuazione dello schiavismo, sotto forma di lavoro più o meno alienante al sistema del debito etc. Non è questa la sede per esaminare questi mezzi di dominazione, ma è evidente che, per assoggettare l’umanità, non occorrono né un conflitto né un’imposizione violenta, essendo molto più utile la manipolazione delle coscienze. In questo modo si evitano le ribellioni e, anzi, si ottiene il consenso ed il sostegno degli schiavi che non sanno di esserlo. È noto che la classe dirigente degli Spartani usò sempre il pugno di ferro contro gli Iloti, i lavoratori ridotti in stato di servaggio: gli Uguali dichiaravano guerra agli Iloti per sfoltirne il numero e per ribadire la propria egemonia. Con quali risultati? Le rivolte degli Iloti diventarono vie più frequenti e violente sì da indebolire gli Spartiati, le cui schiere si assottigliarono. Alla fine la pòlis greca decadde e della gloriosa Lacedemone rimasero solo misere rovine. Invece, per sconfiggere un nemico e sterminarlo, spesso le armi più efficaci sono la corruzione, lo snaturamento culturale: i coloni britannici del Nuovo mondo falcidiarono i popoli nativi americani, diffondendo epidemie, ma anche con l’alcool e con la distruzione degli habitat da cui i nativi traevano le risorse. Le stesse armi erano state usate dai conquistadores spagnoli contro le etnie autoctone, in Messico, America centrale e meridionale, etnie convertite obtorto collo al Cattolicesimo e così defraudate delle loro tradizioni più autentiche. Furono strumenti più micidiali delle armi da fuoco
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:14 am

Secondo Tesla, sulla Terra vivono da millenni creature di un altro pianeta; infiltrate tra noi, controllerebbero eventi e persone per guidare secondo un piano preciso l'”evoluzione” dell'umanità. Si tratterebbe dei creatori della prima razza umana sul nostro pianeta. Lo scienziato serbo si convinse di ciò quando nel 1899, come rivelano i suoi diari, si trovava a Colorado Springs. Qui intercettò casualmente diverse comunicazioni di esseri extraterrestri che starebbero controllando di nascosto il genere umano, preparandolo molto lentamente ad un'eventuale dominazione, mediante un programma in atto da millenni o, per meglio dire... fin dalla creazione dell'umanità.

Tesla aveva documentato i suoi lunghi anni di ricerche per interpretare quei segnali radio e tutti i suoi inutili tentativi d'informare il governo e i militari. Si sarebbe anche confidato con alcuni suoi "benefattori", incluso il colonnello John Jacob Astor. Costui mostrò di non credergli, ma, in realtà, i mecenati dell’inventore erano, a mio parere, a conoscenza del patto scellerato stipulato con gli alieni e volevano ad ogni costo nascondere l’atroce verità, screditando Tesla dipinto come un visionario.
Zret.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:15 am

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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:17 am

Zacharia Sitchin, sulla base delle tavolette sumeriche Enuma Elisch, Oxford, Ashmolean Museum, docente universitario ed esperto di lingue semitiche, sostiene ormai da anni che alcune tavolette sumere descrivono la storia di una antica colonizzazione della Terra ad opera di visitatori extraterrestri chiamati Nephilim.
450000 Su Nibiru, un membro lontano del nostro sistema solare, la vita va lentamente estinguendosi a causa dell’erosione dell’atmosfera del pianeta. Deposto da Anu, il sovrano Alalu fugge a bordo di una navetta spaziale e trova rifugio sulla Terra. Qui scopre che sulla Terra si trova l’oro, che si può utilizzare per proteggere l’atmosfera di Nibiru.
445000 Guidati da Enki, figlio di Anu, gli Annunaki (gli alieni del pianeta Nibiru, i biblici “nefelim” che Sitchin chiama col loro nome sumerico, probabilmente discendenti dai Pleiadiani di Meier NDR) arrivano sulla Terra, fondano Eridu – la Stazione Terra I – per estrarre l’oro dalle acque del Golfo Persico.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:18 am

Poiché la produzione d’oro scarseggia, Anu arriva sulla Terra con Enlil, il suo erede. Viene deciso di estrarre l’oro vitale attraverso scavi minerari nell’Africa meridionale. Le nomine avvengono per estrazione: Enlil conquista il comando della missione sulla Terra, Enki viene relegato in Africa.
Gli abitanti di Nibiru erano, guarda caso, divisi in due categorie: gli spirituali (ma dispotici) Nephilim, probabilmente biondi e gli Annunaki "dai capelli scuri", a cui toccavano i lavori più ingrati, nella fattispecie scendere sulla Terra ed estrarre dei minerali preziosi necessari alla loro tecnologia. A capo della spedizione sulla Terra vi è il dio Enki (chiamato anche Ea), mentre sul pianeta Nibiru regnava il "dio del cielo" Enlil. Dopo un po’ gli Annunaki, stanchi dei lavori massacranti, si ribellano, dando luogo ad un’autentica battaglia con i Nephilim.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:19 am

Dopo un lunghissimo tempo gli Anunnaki, stanchi di continuare il pesante e gravoso incarico, decisero di elaborare una soluzione alternativa e grazie alle loro avanzate conoscenze scientifiche, 300.000 anni fa effettuarono un esperimento. Al fine di creare una razza di lavoratori, decisero di manipolare geneticamente, innestandovi il proprio DNA, una specie di ominidi allora presenti in quell'area. Tale progetto fu realizzato in collaborazione con la sposa di Enki: Ninhursag (chiamata significativamente la "Dea Madre" o la "Signora che dà la vita") che ritirandosi nella camera delle creazioni dopo vari tentativi mostrò tra le sue mani la nuova creatura; era stato generato l'Homo Sapiens. Sia come sia, alla fine l’ingegneria genetica Nephilim/Annunaki ebbe successo e nacque Adamo. O meglio "Adam", una creatura ermafrodita che poi verrà scissa in maschio e femmina. Le sue fattezze sono perfette, inequivocabilmente umane. E i "Servi del Signore" iniziano la loro vita di duro lavoro nelle miniere e anche altrove. Tutti sono soddisfatti, Nephilim e Annunaki. Gli uomini un po’ meno. Enki, non più vincolato al suo compito di "capo cantiere minerario" inizia a dedicarsi allo sfruttamento delle risorse ittiche e in breve i Sumeri, invece che come divinità sotterranea e delle ricchezze nascoste, lo idolatrano quale dio del Mare.
Al principio questo "novello schiavo" venne utilizzato nella "terra delle miniere" (in Africa), ma ben presto si richiese la sua presenza anche a Sumer. L'uomo, creato in serie dagli Anunnaki, come tutti gli ibridi, non era in grado di procreare fino a quando, ad un certo punto della storia, Enki decise di dargli questa opportunità senza l'approvazione dei suoi superiori, suscitando notevole scalpore. In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera. Trascorsero gli anni e avvenne, come recita la Bibbia: "Che i figli degli Dei videro le figlie dei terrestri e presero per mogli quelle che piacquero loro più di tutte". Enlil non apprezzò tale iniziativa e decise di sfruttare un evento di sua conoscenza per eliminare l'umanità.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:20 am

Il Diluvio e la rinascita della civiltà

Gli Anunnaki sapevano che, entro un breve periodo, sulla Terra si sarebbe verificata un'immane ed inevitabile catastrofe (avvenuta all'incirca 13.000 anni fa). Tale cataclisma sarebbe stato provocato dalla notevole forza gravitazionale esercitata dalla vicinanza di Nibiru alla Terra. Senza avvertire l'uomo, gli Dei partirono sulle loro navicelle e tornarono solo quando la furia degli elementi si placò. Ma Enki, da sempre simpatizzante dell'umanità, contravvenne alla decisione progettando di salvarla attraverso una "famiglia prescelta" ed informando del pericolo un uomo, ricordato nella Bibbia con il nome di Noé. La divinità decise di fornire le informazioni necessarie alla costruzione di "un'arca" dove venissero preservate le specie terrestri dall'imminente disastro. In seguito, quando le navicelle si posarono sul monte Ararat, grande fu la sorpresa di Enlil nel constatare che alcuni uomini erano sopravvissuti all'immane evento.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:20 am

A quel punto, per intercessione di Enki, l'umanità fu finalmente accettata in pieno e gli Dei aprirono la Terra all'uomo. Poiché il diluvio aveva spazzato via le città, fu deciso di dare la possibilità ai terrestri di ricostruire una civiltà stabilendosi in tre zone: nella Valle del Nilo, nella bassa Mesopotamia e nella Valle dell'Indo. Una quarta area, definita sacra (termine che originariamente significava "dedicata, riservata") e alla quale l'uomo non poteva avvicinarsi senza autorizzazione, fu lasciata agli dei. Questa regione si chiamava Tilmun ("il luogo dei missili") e, come la traduzione letterale indica chiaramente, costituiva la nuova base spaziale, dopo che la precedente era stata cancellata dal diluvio. Numerose leggende narrano gli sforzi incessanti di alcuni valorosi per giungervi e trovare "l'albero della vita", capace di renderli immortali. Simili testimonianze costituiscono la nutrita documentazione tramandataci dai Sumeri.
Gli studiosi ipotizzano che, se anche non fosse un pianeta, Nibiru comunque potrebbe essere una nana bruna: una stella più piccola del Sole, incapace di emettere luce e collassata su se stessa dopo aver esaurito l'energia contenuta nel proprio nucleo. Ma, a parte quel poco che gli astronomi possono dirci su Nibiru, possiamo ancora una volta ricavare delle preziose notizie a riguardo dalle suddette tavole sumere, sforzandoci però di interpretarne i dati obiettivamente e non considerarle semplici miti. Nibiru, ci svelano i Sumeri, avrebbe una perfetta orbita ellittica che lo fa entrare ed uscire dal nostro sistema solare ogni 3.600 anni. Può quindi venire considerato, a buon diritto, appartenente al nostro sistema solare, sebbene risulti invisibile per lungo tempo.
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:21 am

Orbiterebbe tra due soli (il nostro ed uno esterno) che ne costituirebbero i perigei. Quando Nibiru passa vicino al nostro pianeta, porterebbe degli scompensi tellurici,vista la sua alta potenza gravitazionale.

Tale affermazione non vuole essere allarmistica, tanto più che bisogna considerare la posizione della Terra durante questi passaggi: più si è vicini e più la possibilità di sommovimenti naturali si accentua. I Sumeri ci insegnano che il famoso Diluvio sarebbe stato provocato dall'approssimarsi di Nibiru alla Terra e che la nascita di tutte le grandi civiltà è sempre stata scandita dal metronomico lasso di tempo dei fatidici 3.600 anni. Questa osservazione risulta particolarmente interessante se notiamo che tutti i popoli antichi avrebbero appreso i fondamenti della loro cultura da "divinità celesti".
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:22 am

Andrea Carusi, ricercatore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, sostiene che l'orbita retrograda del pianeta X ci invita a comprendere che esso non può essere stato generato con il Sole. Quindi, Nibiru dev'essere stato "catturato" nel nostro sistema solare in un secondo tempo. E, guarda caso, questo è proprio quanto sostengono i "miti" sumeri! Ma, chi fornì alla fiorente civiltà sumera dei dati astronomici così minuziosi da risultare ancora oggi esatti? La risposta, secondo Sitchin, è stata e sarà sempre la stessa: gli Dei o meglio, gli Anunnaki. Fin qui le ipotesi argomentate da reperti antichi, ma una domanda giunge spontanea :
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:23 am

L’Oro degli Annunaki
Tutto inizia con Dei alla ricerca dell’Oro per schermare le protezioni atmosferiche del loro pianeta. Ma, una volta sulla Terra se ne innamorarono e crearono gli schiavi per i loro interessi . Anzi, una volta creati gli schiavi "Che i figli degli Dei videro le figlie dei terrestri e le presero per mogli”.
E l'oro ... continua
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MessaggioTitolo: Re: I RETTILIANI   Sab Nov 24, 2007 1:24 am

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