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 IL MISTERO DELLE PIRAMIDI

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MessaggioTitolo: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:44 pm

Nel 1460 il monaco Leonardo di Macedonia consegnò alla corte di Cosimo de' Medici la prima copia manoscritta del Corpus Hermeticum, giunta in Occidente dopo il Medioevo. Cosimo ne fece approntare una traduzione in latino a Marsilio Ficino nel 1463, da quel momento in poi il Corpus Hermeticum entrava nella storia della scienza e del pensiero occidentale. Il Corpus Hermeticum è composto da 17 trattati, o logoi, ordinati dagli editori moderni da I a XIV e da XVI a XVIII, poiché nell'edizione del 1554 del Turnèbe dopo il XIV trattato furono inseriti tre frammenti ermetici di Stobeo; e nell'edizione del 1574 del Flussas i tre frammenti di Stobeo vennero raccolti, assieme ad un brano tratto dalla "Suda", sotto il nome di XV logos. Naturalmente gli editori moderni pur mantenendo inalterata la numerazione, preferirono escludere il XV logos dalle proprie edizioni. La tradizione ermetica, tuttavia, possiede altri testi che il Corpus non comprende. Il più importante è l'Aslepio, che generalmente viene pubblicato come appendice del Corpus Hermeticum. L'originale greco dell'Asclepio è andato perduto e possediamo solo una traduzione latina.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:45 pm

. Questo trattato sembra essersi perduto in Occidente dopo Sant'Agostino e, attraverso alcuni autori, riprese a circolare solo dal XII secolo. Pare, quindi, che fosse questo scritto a mantenere viva la tradizione
ermetica durante il Medioevo, essendo confluito nel Corpus Apuleiano. Abbiamo poi gli estratti di Giovanni Stobeo (V secolo d.C.), il quale raccolse 27 frammenti ermetici e li inserì nella sua antologia ("Florilegium") dedicata al figlio Massimo. Tra i più importanti estratti ermetici di Stobeo, si può ricordare "La vergine del mondo". Inoltre ci sono riferimenti ad opere ermetiche nei padri della Chiesa (25 frammenti) e in filosofi pagani e cristiani, come Eusebio, Lattanzio, S.Cirillo, Giovanni Lido, Zosimo, Fulgenzio, Giamblico (di questi ultimi tre autori possediamo 3 frammenti), Sant'Agostino (già citato) ecc. Molti riferimenti all'ermetismo, inoltre, sono attribuiti all'Imperatore Giuliano l'Apostata.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:49 pm

I testi del Corpus Hermeticum e dell'ermetismo hanno una storia complessa. Le teorie ermetiche risalgono all'epoca dei Tolomei (II secolo a.C.), fiorite probabilmente in ambiente Alessandrino. La loro sistemazione scritta, tuttavia, va dal I secolo al III secolo d.C.. L'ermetismo venne discusso da filosofi pagani e cristiani, influenzando sia le filosofie tardo-antiche sia il nascente cristianesimo. Il cristianesimo cercò di combattere le dottrine ermetiche dichiarandole eretiche. Infine, nel VI secolo, sembra che la letteratura ermetica si sia perduta nel nulla. Poi, nel XI secolo, Michele Psello, erudito bizantino, fa risorgere la tradizione ermetica e il Corpus Hermeticum. Con Psello si può ritenere conclusa la formazione del corpus che giungerà in Occidente nel 1460. I dialoghi ermetici vengono presentati come delle rivelazioni di Ermete Trismegisto (Ermete tre volte grande) agli uomini riguardo la natura divina, l'antropogonia, la cosmogonia, l'escatologia, la filosofia religiosa ed altro. I personaggi dei testi ermetici, oltre a Ermete stesso, sono Iside, Aslepio (identificato con l'Egiziano Imhotep/Imouthes), Ammone, Horus, il figlio di Iside e Agathos Daimon (che corrisponde a Kneph). Inoltre, soltanto nei dialoghi ermetici appaiono personaggi come Poimandres, Tat (figlio di Hermes-Thot) e il sacerdote Bitys. Questi dialoghi, naturalmente, sono ambientati in Egitto.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:50 pm

La figura di Ermete Trismegisto è estremamente interessante: Ermete fu identificato dai greci con il Dio egiziano Thot (Dio egizio Lunare della scrittura). Questa identificazione risale almeno ad Erodoto ed è presente in Platone nel "Fedro" (con il mito di Theut) e nel "Cratilo". Sappiamo quindi che Ermete e Thot erano associati all'invenzione della scrittura, alla medicina, al regno dei morti, alla capacità inventiva, alla frode e all'inganno. Inoltre sia Thot che Ermete avevano un ruolo
demiurgico. Con questo, quindi, si può già capire perché i greci associarono i due Dei. I greci vedevano l'Egitto come la terra della conoscenza perduta di un tempo estremamente remoto, quindi il fatto di possedere in lingua greca scritti composti dallo stesso Dio Thot (Ermete), dava prestigio ai testi e conferiva loro importanza.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:51 pm

Chiaramente testi scritti dallo stesso Dio della conoscenza erano qualcosa di incredibilmente importante e sacro. Una tradizione mitologica dice che l'Ermete dei testi del Corpus era nipote del vero Ermete Trismegisto e aveva tradotto dagli originali egiziani gli scritti di suo nonno. Quindi, se pensiamo che tutto ciò sia storico, il "vero Ermete" sarebbe vissuto poco prima dell'arrivo dei Greci di Alessandro Magno in Egitto. Ma credo proprio che dietro alla figura di Ermete e delle arcane conoscenze dell'Egitto ellenistico, ci sia qualcosa di più importante. Secondo gli studiosi, tutto l'apparato ermetico si sarebbe formato tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. e sarebbe stato influenzato da platonismo, aristotelismo, stoicismo e giudaismo, ma ciò non è vero. Sappiamo infatti che Platone viaggiò in Egitto, come facevano molti greci del suo tempo, per essere istruito dai sacerdoti egiziani, quindi quegli elementi che si ritrovano in Platone e che risultano simili alle dottrine ermetiche potrebbero avere la stessa fonte egizia. Aristotele era allievo di Platone, quindi influenzato dal suo maestro, e gli Stoici, per alcune questioni sulle divinità, si rifanno ad Eraclito, che è stato chiaramente influenzato dal pensiero egiziano.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:51 pm

Le somiglianze, quindi. sono facilmente spiegate supponendo la fonte comune egizia da cui tutti potrebbero aver attinto. Inoltre sarebbe logico il fatto che, al momento della fine della civiltà prettamente egiziana con l'inizio dell'Ellenismo (IV secolo a.C.), i sacerdoti d'Egitto avessero ritenuto opportuno tradurre in greco (la lingua culturale dell'epoca) dal geroglifico (che stava iniziando ad essere abbandonato) tutte le conoscenze che si preservavano in Egitto da millenni e che ora rischiavano di essere perdute; conoscenze, secondo i sacerdoti, importantissime per le generazioni future.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:52 pm

Queste conoscenze venivano fatte risalire allo stesso Dio Thot. Si diceva che il Dio Ermete (Thot) fosse il nonno dell'Ermete traduttore, ciò voleva solo significare che le conoscenze millenarie attribuite al Dio Thot venivano tramandate ai posteri in una nuova lingua. Finché i sacerdoti poterono conservare le proprie conoscenze nei templi, istruendo solo persone particolarmente degne di ricevere certi insegnamenti, lo fecero, ma quando si accorsero che ormai l'Egitto era in preda a culti stranieri importati dai greci e dalle altre comunità che giungevano nell'Egitto dei Tolomei, ritennero necessario divulgare queste conoscenze per chi sarebbe stato in grado di capirle. Probabilmente esisteva una sorta di setta che custodiva i segreti di Thot (forse come quella storicamente provata risalente ai tempi della costruzione delle piramidi: i seguaci di Horus); ma allora qual era la fonte principale delle conoscenze ermetiche? Lo stesso Dio?
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:53 pm

E, quando erano nate queste conoscenze? Ipotizzando (interpretazione evemeristica) che il dio Thot fosse un uomo di eccezionali capacità che alla sua morte fosse stato divinizzato, lo potremmo collocare ai tempi del regno di Osiride. Osiride era a capo dei superstiti di Atlantide diretti in Egitto circa nel 10000 a.C. Thot-Ermete, secondo Diodoro Siculo, era un grandissimo scienziato che aiutò Osiride nell'opera civilizzatrice in Egitto. Ecco cosa dice Diodoro nella sua Biblioteca Storica (libro I, 15-16):
"Tra tutti - aggiungono - Osiride teneva nel più alto grado di considerazione Ermes, perché fornito di naturale sagacia nell'introdurre innovazioni capaci di migliorare la vita associata.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:53 pm

Secondo la tradizione, infatti sono opera di Ermes l'articolazione del linguaggio comune, la denominazione di molti oggetti fino ad allora privi di nome, la scoperta dell'alfabeto e l'organizzazione dei rituali pertinenti agli onori e ai sacrifici divini. Egli fu il primo ad osservare l'ordinata disposizione degli astri e l'armonia dei suoni musicali secondo la loro natura; fu l'inventore della palestra e rivolse le sue cure allo sviluppo ritmico del corpo umano. Inventò anche la lira con tre corde fatte di nervi, imitando le stagioni dell'anno: adottò infatti tre toni, acuto, grave, medio, in
sintonia rispettivamente con estate, inverno, primavera. Anche i Greci furono da lui educati nell'arte dell'esposizione e dell'interpretazione, vale a dire l'arte dell'ermeneutica, e per questa ragione gli hanno dato appunto il nome di Ermes. In generale Osiride ebbe in lui il suo scriba e sacerdote: a lui comunicava ogni questione e ricorreva al suo consiglio nella stragrande maggioranza dei casi. Invece di Atena, come credono i Greci, sarebbe stato Ermes a scoprire la pianta dell'ulivo".
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:54 pm

Come si può capire Ermes era il "factotum" di Osiride. Ermes svolse ogni genere di mansione e tentò di portare un po' di ordine nel disordine generale causato dalla fine della civiltà. Probabilmente Thot (o in qualunque altro modo lo si voglia chiamare) aveva lasciato dei testi dove cercava di preservare il suo sapere, che sono stati tramandati di generazione in generazione fino all'epoca ellenistica, certamente estremamente diversi dagli originali. Inoltre, chissà quanti testi sono andati perduti! E ancora, il "giallo" dei segreti di Thot è precedente all'Ellenismo, ma già i relativi testi si cercavano ai tempi del Faraone Cheope e di Ramesse II. Infatti, nel mito riguardante Cheope, il Faraone viene a sapere che un mago conosce l'ubicazione delle camere segrete del tempio di Thot a Ermopoli e invia suo figlio Hordedef a cercare il mago di nome Giedi.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:55 pm

Il mago aveva 110 anni, ma la forza di un giovane. Questi venne condotto a palazzo e disse a Cheope, dopo aver dimostrato di possedere i suoi poteri magici, di non conoscere dove fossero le camere, ma di sapere che avrebbe potuto trovare l'indizio determinante in una cassa nel tempio del Sole ad Eliopoli. Tuttavia gli preannuncia che non sarà lui a recuperare la cassa e che ci sarà il rovesciamento della dinastia regnante a favore dei figli della donna predestinata al recupero, moglie di un sacerdote di Eliopoli. Cheope cade nella disperazione, ma Giedi lo rassicura dicendogli che suo figlio e suo nipote avranno la corona. Il mago, infatti, innalzando le acque del Nilo ad arte, fa in modo che i figli di Cheope arrivino prima dei figli di Ra. Nel mito riguardante Ramesse II, suo figlio Setna voleva recuperare i libri della saggezza di Thot che si trovavano nella tomba di Neferkaptah.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:55 pm

Dopo qualche esitazione, il padre acconsente e Setna apre la tomba e trova il libro. All'interno della tomba trova una donna con un bambino, che si trovava vicino alla salma di Neferkaptah, e dice a Setna che il libro gli porterà soltanto disgrazie. Per provare ciò racconta la storia piena di sciagure e di calamità che ha portato tutta la sua famiglia alla morte. Per prendere il libro Setna deve affrontare varie prove disputando con gli abitanti della tomba, ma alla fine riesce a impossessarsi del libro di Thot. Tuttavia anche Setna viene colpito da sciagure, ma riesce a rimediare in tempo e riporta il libro nella tomba riconciliandosi con i suoi abitanti. Questi due miti ci servono per comprendere come le conoscenze del dio Thot fossero bramate nell'antico Egitto e in che modo venissero considerate.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:56 pm

Forse le stanze segrete di Thot e la tomba di Neferkaptah sono le famose stanze dell'antica conoscenza perduta di Atlantide? Forse una di queste camere della saggezza si trova sotto la Sfinge? Sebbene i miti che ho esposto sopra abbiano un significato allegorico, i libri e le conoscenze occulte del Dio della sapienza sono stati oggetto di ricerca per millenni e chissà che un giorno, con la loro scoperta, non si pervenga ad aggiungere un fondamentale tassello alla dimostrazione dell'esistenza di Atlantide.
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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:56 pm

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MessaggioTitolo: Re: IL MISTERO DELLE PIRAMIDI   Ven Gen 11, 2008 11:59 pm

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