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 Ambivalenze dell'essere

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Sephira
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MessaggioTitolo: Ambivalenze dell'essere   Mar Giu 24, 2008 11:16 pm

Molto spesso si sente parlare di doppia personalità, il caso in questione è di natura clinica/psichiatrica, e si tratta di soggetti con gravi disturbi mentali, però a parte ciò è normale considerare le ambivalenze che sussistono in una persona normale.
Non è strano notare la nostra interazione a seconda delle persone, con i genitori rappresentiamo un "ego", con gli amici un altro, con il proprio moroso/a ancora uno diverso, e nell'ambito lavorativo altrettanto.
Ergo in una persona possono sussistere svariate icone, che vengono fuori a seconda del personaggio con cui si interaggisce.
Questo nasce dal fatto che l'essere umano si proietta in una dimensione tridimensionale, in cui la propria personalità si espande a seconda dell'ambiente.
In questo senso l'essere umano è molto complesso, ma sussiste questo particolare di ambivalenze proprio nell'intimo.
Molto spesso, per alcuni casi sempre ma è un discorso a parte e molto più profondo, si nota una sorta di personalità non propria, sconosciuta, ma cmq legata a quella che si conosce, questo perchè l'essere umano non ha coscienza di se, tende cmq allontanarsi dal concepirsi, questo perchè è spudoratamente convinto che l'introspezione sia sinonimo di asociale, quindi la teme marcandola con la solitudine, e continua a notare un ambivalenza di "ego" in se, senza chiedersi da dove, come, perchè possa sussistere!
Questo perchè l'uomo nasce come animale sociale, non interessato tanto a se e alla sua disposizione intima, ma più che altro a mostrare ed adaddobbare, un etichetta creata sulla sua superficialità, proprio per fare gruppo , così interaggendo scaccia la maledizione della solitudine, ma nel contempo rimane ignorante nell'opportunità di scoprirsi interiormente.

Sephira
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MessaggioTitolo: Re: Ambivalenze dell'essere   Mer Giu 25, 2008 2:19 am

La normale ambivalenza ed in particolare l’ambivalenza, che crea un controimpulso per ogni impulso, hanno grande importanza per tutti i meccanismi psichici perché costringono ad una selezione e a una riflessione. Come l’organismo fisico la psiche regola l’adattamento attraverso un delicato equilibrio di forze opposte.
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MessaggioTitolo: Re: Ambivalenze dell'essere   Mer Giu 25, 2008 2:22 am

Ambi-valenza: dal latino ambi: due cose insieme e valentia: volere, potere (da questo termine deriva anche il termine chimico di valenza).

In sintesi il concetto di ambivalenza coglie due componenti di senso contrario che si presentano contenendo l’aspetto della simultaneità e quello della opposizione all’interno di fatti constatati.

La nozione di ambivalenza andrebbe quindi separata da quella di ambiguità, equivoco, bivalenza, polivalenza ecc. che non implicano né la simultaneità né l’opposizione concomitanti. Ugualmente è importante spogliare il concetto di ambivalenza da ogni attribuzione negativa che nella lingua parlata è talora presente in quanto vi è una sorte di overlap tra ambivalenza e ambiguità.
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MessaggioTitolo: Re: Ambivalenze dell'essere   Mer Giu 25, 2008 2:37 am

"Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri ed i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza." Albert Einstein
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: Ambivalenze dell'essere   Mer Giu 25, 2008 9:46 pm

Non posso che essere d'accordo con il concetto d ate riportato, l'uomo nasce come anello dell'insieme di vita su questo pianeta, ma allo stesso tempo si è reso anello mancante creando uno squilibrio che va agli apodi della storia, ahime le coscienze al giorno d'oggi si sono risvegliate a rilento, anche questo fa parte dell'ambivalenza, la coscienza più sopita e meno attiva
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