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 Alimentazione: una questione di coscienza o di sopravvivenza

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Sephira
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MessaggioTitolo: Alimentazione: una questione di coscienza o di sopravvivenza   Mer Giu 25, 2008 10:28 pm

Molto spesso viene criticato il concetto alimentare umano, visto che esso si nutre di "esseri viventi" e di vegetali.
Questa critica nata da coscienza, in se è sbagliata visto che l'uomo agli apodi della sua storia nasce come carnivoro.
Ciò è dimostrato dalla teoria dei gruppi sanguigni, in cui emerge che il gruppo sanguigno "0", oltre ad essere il più "antico" è anche quello appartenente ad un uomo prevalentemente carnivoro, basti pensare che è comparso intorno ai 40.000 anni fa.
Visto le sue dimensioni rispetto agli altri animali, che popolavano il pianeta Terra durante l'età della pietra, è facile che l'uomo aveva un abitudine alimentare prevalente "necrofaga", ossia del nutrirsi di carogne, e in minima parte di predatore.
Il secondo gruppo sanguigno, che ha fatto la comparsa è quello "A", insieme alla coltivazione di cereali e ad un'alimentazione, onnivora, completamente diversa. Questo stadio evolutivo consentì un cambiamento del sistema digestivo e immunitario per tollerare e assorbire le sostanze nutritive contenute nei prodotti agricoli.
Da qui l'uomo divento onnivoro.
Chiusa questa parentesi scientifica, passiamo a quella morale o coscienziosa, si può essere d'accordo sul fatto che bisogna rispettare la natura, gli animali annessi, ma bisogna anche rispettare allo stesso modo il fabisogno alimentare.Non credo che si possa cambiare lo stato alimentare di un leone, eppure lui è carnivoro caccia prede fatte di carne e ossa e se le pappa.Da qui risulta molto spesso, l'esclamativo "l'uomo è un essere creato con anima e mente", ma ciò non toglie cmq il fatto che l'uomo stesso è un animale in primis, facente parte della categoria primati.
E' stupido pensare, ma haimè spesso l'ho letta come affermazione, che i primati siano essenzialmente vegetariani, ad esempio gli scimpazè, che sono i parenti più prossimi dell'uomo, non sono vegetariani, la dieta vegetariana è semplicemente imposta alla loro vita in cattività, in realtà nel loro stato brado essi sono onnivori, e quindi dsi nutrono anche di carne.Infatti come è emerso da osservatori in natura e studi sistematici, che gli scimpazè cacciano regolarmente e che, iniziata una battuta di caccia, riescono a uccidere la loro preda con frequenza simile a quella di alcune specie di carnivori. Ciò significa che gli scimpanzè sono «bravi» quasi quanto quei predatori il cui comportamento di caccia è essenziale alla sopravvivenza e perciò è stato selezionato nel lungo corso dell'evoluzione. Come risulta dagli studi condotti dai coniugi Boesch, due primatologi svizzeri, gli scimpanzè di Tai cacciano 19 differenti specie di mammiferi, sebbene la preda di gran lunga più frequente siano scimmie, in particolare quelle del genere Colobus. Ma ciò che più colpisce, e che risulta di estremo interesse per i paleoantropologi, è che gli scimpanzè caccino in gruppo e che la preda venga mangiata da più individui.Ma perchè, allora gli scimpazè, che vivono in cattività vengono nutriti essenzialmente di frutta?Semplicemente perchè la carne cruda innesca nel loro sistema nervoso, una reazione aggresiva, e da ciò quindi si presume molto intelligentemente, che è meglio tenere buoni questi nostri cugini!
L'essere umano ha necessità di alimentazione che si basa, per mutazioni anatomiche digestive, di derivati animali e vegetali, la mancanza di uno dei due, porterebbe a gravi sgravi...quindi evitiamo di susseguire la teoria che l'unico assassino della stirpe primate è l'uomo, purtroppo qui la coscienza non conta nulla, diciamo che è solo un metodo per imporre psicologicamente un concetto di rimorso.
Nessuno sbaglia nel come si ciba, visto che è madre natura a dettare questo canone, è più errato forzare la propria origine alimentare, tramutandola in quella di un ruminante essenziale, nientre contro capre, mucche e pecore, ma l'uomo è un animale diverso, e non è ruminando che si salva la coscienza del mondo.
A proposito di questo, se vogliamo dirla tutta il carnivoro, in specialmodo l'uomo, non è l'unico che commette un crimine contro madre natura, diciamo che anche anche alcuni ruminanti, hanno la loro bella fetta di colpe nel rovinare distese di erbe, nella fattispecie medicinali o piante rare, e quindi a contribuire all'avanzamento della disgregazione.
Questo per rispondere a volti vegani o vegetariani, che premono sulla base coscienza verso le persone, tentando di farle convertire al loro credo alimentare, non curandosi, anzi strafregandosene che, esistono intolleranze alimentari, o peggio allergie, che compromettono per l'appunto la salute specifica.
E' nota l'allergia ai latticini, l'intolleranze vegetali che pososno essere anche più gravi, e andando nel minimo l'incapacità dell'organismo nell'assimilare le proprietà dei vegetali, che spesso e volentieri risultano insufficienti per il fabisogno dell'organismo stesso.
Quindi come l'alimentazione prettamente di origineproteico animale, risulta incompleta e dannosa anche quella essenzialmente vegetale, bisogna trovare un netto equilibrio affinchè le due compensino il nostro organismo, senza danneggiarlo negli eccessi.

Sephira


Ultima modifica di Sephira il Gio Giu 26, 2008 12:33 am, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Alimentazione: una questione di coscienza o di sopravvivenza   Mer Giu 25, 2008 10:58 pm

A tale proposito c'è un bel libro:

Adolfo Panfili, Valeria Mangani
Gruppi Sanguigni e Dieta
Come difendersi dalle intolleranze alimentari e sviluppare il potere terapeutico del vostro emogruppo.

Un’altra dieta? In un certo senso l’Emodieta è la vera dieta e non appartiene a chi la scrive, ma a tutta l’umanità, essendo volta all’emancipazione scientifica e alla pianificazione pratica dell’alimentazione in funzione dell’appartenenza ad un gruppo sanguigno ben determinato. Quando un globulo rosso incontra un alimento, si verifica una reazione chimica antichissima, codificata nel corredo genetico individuale. Ancora oggi, a distanza di millenni, esiste una linea preferenziale che pone sistema digerente e apparato immunitario in netta e profonda sintonia tra di loro, al punto che le impronte degli antenati ancora riecheggiano nel DNA individuale forgiato nel corso del tempo. La tavola, infatti, ha modificato sicuramente più delle guerre e delle rivoluzioni il destino dell’umanità, creando una predilezione etologico-chimica nei confronti dei cibi consumati dai nostri predecessori di gruppo sanguigno simile al nostro. I lettori di questo interessante volume potranno vedere quali sono gli alimenti più congeniali ad ogni emogruppo (0, A, B, AB).
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: Alimentazione: una questione di coscienza o di sopravvivenza   Mer Giu 25, 2008 11:28 pm

Mi trovo d'accordo con il concetto di emo dieta, anche se mi chiedo se questa possa essere istintiva, cioè mi spiego una persona appartenente al gruppo "0" ha bisogno di una dieta in cui prevale la componente proteico animale, e una persona di gruppo "A" invece induce un maggior apporto di cereali e derivati del grano senza disdegnare cmq le proteine animali...questo lo noto tra mio fratello e me, lui prevalentemente carnivoro (gruppo 0), e io prevalenteme "pastifera"(gruppo "A" la mia dieta fin dall'infanzia si è sempre basata sul consumo di pasta, legumi e cereali in minima quantità carne rossa, ma più carne bianca e prodotti ittici).
Indi presumo, e posso anche sbagliare, che i soggetti seguono "intuitivamente" un alimentazione sul proprio gruppo sanguigno.
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MessaggioTitolo: Re: Alimentazione: una questione di coscienza o di sopravvivenza   Gio Giu 26, 2008 1:42 pm

Very Happy Presumo che alcuni seguino l'istinto,altri no e mangiano in modo non conforme al loro gruppo sanguigno.Comunque l'argomento che hai iniziato è molto interessante.Dovremmo approfondirlo.
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: Alimentazione: una questione di coscienza o di sopravvivenza   Mar Lug 08, 2008 8:22 pm

Riprendo con piacere questo post, visto che lo ritengo abbastanza attuale come tema di discussione.
Premetto sono apolitica, in quel che riguarda la papilla gustativa, ma sicuramente non rimango indifferente, anzi a volte diciamo che svario in uno stato di puntini esclamativi, quando leggo il concetto di ostracismo che enunciano i vegetariani verso i comuni onnivori, che seguono il loro apparato digestivo come madre natura gliel'ha fornito.
Bhe di bagianate, ne leggo e sento tante, noto più che altro una forma di attaccamento al codice morale, che secondo il mio modesto parere in certi ambiti non può sussistere visto che si va a spaziare sul concetto di sopravvivenza attraverso l'alimentazione...cmq beati loro che li enunciano a mo di filastrocca brucia cervello!
Allora non sono d'accordo con il concetto in cui, l'alimentazione vegetariana, vegana & Co, possa essere stata tramandata da Dio stesso, in quanto mi sorge spontaneo l'interrogativo che, Dio di nutrirsi non ne ha la necessità in quanto essendo Divino non può annettere alla sua natura il parametro cibo, o meglio l'energia di Dio è perpetua e rinnovabile, e in tale concetto non esiste nessun collegamento con la sintesi delle proteine che avviene durante la digestione...quindi ritengo che sia vano, ed un pizzico ridicolo, enunciare tale principio, lo definisco una bassa tattica di pressione morale per convertire il prossimo nella religio alimentare!
Detto ciò escludo anche che la santità si raggiunga attraverso la forchetta, nel senso di ricollegamento al pensiero sopra esposto, ovviamente è giusto non eccedere, visto che alla fine il massimo che si può ricavare dall'eccessiva golosità è una bella lavanda gastrica, ( e lo sottolineo per chi enuncia sacrosanto la dieta dei santi con il pollice verdeverde).
Mi è capitato spesso di sentirmi dire, no assolutamente non fare interazione con la tua dieta onnivora, verso i vegetariani, sai loro sono sensibili a questo...a cosa che mangio un coniglio allo scottadito, o che sinceramente mi piace la carne cotta al sangue???
Forse sono loro che non sanno interagire nella parcondicio, nascondendosi spesso sotto il velo della finta sensibilità.
L'illustrissimo prof Veronesi, predica alla popolazione di seguire una dieta prettamente vegetariana, io dal canto mio gli dico boiate visto che come esimio prof. di medivcina, si è scordato un bel po' di "bazzecole", quali intolleranze che non sono solo limitate all'assunzione di proteine animali, anzi molto più spesso sono i derivati vegetali, che anche in purezza possono stroncare una vita umana in men che non si dica...quindi altro che che salute!Un applauso e mezzo al Prof! lol!
E poi che dire quando si insinua la concezione, mangia vegetariano e salverai un animaletto....partendo dalla precisazione in cui esistono i puramente vegetariani ossia vegani che ingeriscono solo frutta, verdure ed ortaggi, esistono anche quelli che, nella loro alimentazione introducono latte e derivati, quali yogurt e formaggi, e qui casca l'asino partendo dalla concezione in cui l'ingrediente base di molti formaggi è il Caglio, che viene estratto estatto dallo stomaco (abomaso) di vitelli o ovicaprini lattanti e tutt'oggi considerato ancora il migliore dal punto di vista qualitativo (è l'unico permesso per la produzione di tutti i formaggi DOP come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Caciocavallo Silano, Pecorino Romano o il Castelmagno [fonte wikipedia])...bene a questo punto il vegetariano che mangia formaggi, ha contribuito che un vitellino fosse squoiato!!!Per questo gruppo in finis direi di inziare a riflettere, perchè la coscienza mi sembra nasdcosta dietro un fil d'erba!
Diciamola tutta anche cadendo nel ridicolo, se posso, diventare vegetariani salverebbe il mondo...purtroppo con tutto il rispetto portato alla fiorentina, il mondo non cambia rotta solo perchè l'uomo non si procura più carne, rimarrebbero altri carnivori in giro, e sfido chiunque a dire ad un leone non magnà la gazzella, sicuramente è validissimo, e sostengo in primis il concetto in cui, è errato ammazzare gli animali per hobby, per farne delle pelliccie, per appendere il trofeo di caccia nella sala rustica...no questo non lo concepisco assolutamente perchè qui non si parla di sopravvivenza, ma di effimera mania di potere esercitata su animali che hanno poco scampo a ciò, ma quando si mangia carne bovina, suina, ovina, sappiamo che nulla dell'animale è sprecato in quanto la pelle, le ossa vengono usate comunque per la produzione di qualcosa di utile e non di effimero.
Ho sentito che il mondo potrebbe cambiare se le macellerie chiudessero, certo aumenterebbe il tasso di disoccupazione e di rapinatori.
L'industria alimentare, riguardante il settore carne e derivati, può stare sugli zebedei di molti vegani, ma se gli impiegati di queste società, andassero in cassa integrazione, sicuramente i loro figli non potrebbero nemmeno permettersi un fascettino di basillico da mangiare, questo è per dire che gli idealismi idilliaci ed utopici, li si lasciasserto nei loro testi, la vita reale ed il sostentamento per essa è assai diversa!

Sephira
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