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 La Massoneria Bianca:

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Sephira
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MessaggioTitolo: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:01 pm

Da una conversazione da cui è nato un mio interesse, scrivo questo articolo che tratta prettamente della Massoneria Bianca, o meglio definita da molti l'anti massoneria, partendo da un discorso molto semplice, possiamo dire che la Massoneria nel suo toto, si divide in 3 tipologie o scaglioni, che seguono individualmente filosofie radicate, stabili e perpetue nelle tipologie stesse:

1)Massoneria bianca di tipo aristocratico e conservatore;
2)Massoneria rossa di tipo progressista e magico/sessuale;
3)Massoneria nera di tipo occultista e spiritista.
Da qui si delinea chiaramente la filosofia organico interna, ma allo stesso tempo le classificazioni fanno ritornare in mente lo stampo della radice occulta stessa (magia bianca, rossa e nera), non è un caso quindi che la massoneria rispecchi questa polarità, anche se differisce, visto che nasce come organizzazione che opera nel gruppo, con annessa gerarchia, rispetto all'individualismo che spesso si ritrova nell'ambito dell'occulto.
Ma vediamo nei possibili dettagli cosa è quale pensiero segue la massoneria bianca :
La Massoneria Bianca, nella sua accezione iniziatica, non è solo l'espressione associativa circoscritta ed exoterica con cui viene comunemente rappresentata. In verità, raggiungere l'iniziazione bianca significa toccare un vertice di pensiero onnicomprensivo, e quindi universale, il cui contenuto estingue ogni disparità concettuale di forme e d'espressione.
*Assioma Fondamentale:
La Massoneria Bianca, nella sua accezione iniziatica, non è solo l'espressione associativa circoscritta ed exoterica con cui viene comunemente rappresentata. In verità, raggiungere l'iniziazione bianca significa toccare un vertice di pensiero onnicomprensivo, e quindi universale, il cui contenuto estingue ogni disparità concettuale di forme e d'espressione. L'iniziazione, dunque, è una sintesi di consapevolezza indifferenziata, che sorge da un modello di coscienza maggiormente evoluto, capace di smorzare la moltitudine d'immagini mentali usate per rappresentare una realtà.
Le immagini mentali, attraverso una sequenza di singole visioni, possono recepire una realtà in maniera omogenea. Prese a se stanti, invece, finiscono per frammentare il significato del suo fluire, in un pulviscolo d'interpretazioni e criteri soggettivi, che danno continuità al chaos dei criteri immaginari.
La mescolanza dei significati archetipi dell'umanità, si esprime in canoni dove il senso della vita, e quello ben più vasto dell'esistenza, sottostanno ai limiti di una mente che finisce per velare la realtà nelle fattezze di mille maschere, ricoprendola di sembianze immaginifiche, ipotetiche o fittizie.
L'iniziato è capace di discernere, nei frammenti di realtà minori, la sostanza di una realtà maggiore così vasta da risultare altrimenti impercettibile, e discrimina i contenuti reali dai sogni in cui sono stati avvolti, per paura o inconsapevolezza. L'iniziazione, allora, è il viatico per risolvere il fenomeno di rifrangenza intellettiva, i cui barbagli psichici possono accecare la comune intelligenza.
Esulando dai disordini di un'attività mentale intelligente ma discontinua, la coscienza dell'iniziato raggiunge un punto di sintesi, che suggella la mente fisica alla coscienza metafisica. Un punto sodale in cui gli opposti sono riuniti in un equilibrio concettuale che, solo, può annullare il perenne conflitto della dualità, che vede opposti tesi ad antitesi: unificando l'alto con il basso, la destra con la sinistra, il mascolino col femminino, il bianco col nero e l'oriente con l'occidente. Tutti questi termini sono gli esempi della suddivisione che oppone il dentro al fuori, facendo apparire la realtà separata in due parti, una introflessa ed un'altra estroflessa, che si credono estranee ed inconciliabili tra loro. Ma il dentro ed il fuori (che molti confondono con basso ed alto) sono due modi di percepire una stessa realtà. Un'unità indivisibile composta di essenza (il dentro) e di aspetto formale (il fuori), che designano la natura incorporea e materiale di ogni principio di vita. E quando l'unicità del principio vitale non viene riconosciuta, ogni realtà si trova ad essere divisa da una visione di assoluta fisicità.
La disunione tra gli opposti distingue la sostanza dell'adepto orientale da quella dell'occidentale.
La forte connotazione intimista che caratterizza l'adepto orientale, trae origine dall'attitudine ch'egli prova per l'uso dell'emisfero destro del proprio cervello (il cosiddetto femminino). Per questa "specializzazione" mentale, la personalità orientale viene sospinta a cercare rifugio nella propria interiorità, con il risultato che all'esterno appare una sostanziale inazione. Di contro, l'adepto occidentale, per sua natura, focalizza la propria coscienza fisica sull'emisfero sinistro (il cosiddetto mascolino), e così facendo cade in eccessi di mobilità, rifugge la riflessione profonda e opera scelte raramente compiute. Nella sua esuberanza, allora, l'adepto occidentale predilige l'agire alle profondità della ricerca interiore. E questo comporta una perdita d'incisività nell'azione. L'orientale, invece, sprofondato nella trance meditativa, finisce per non agire, eludendo, così, di concretizzare il frutto delle proprie meditazioni.
Ma queste bipartizioni possono risolversi con la rifocalizzazione delle abitudini mentali. Perché, la coscienza, nella sua interezza, somma in sé gli opposti senza essere né l'uno né l'altro. Perciò, ponendosi al centro della coscienza, l'individuo si pone al di sopra delle parti. E libero dall'influenza degli opposti può, infine, renderli non più conflittuali ma complementari, appropriandosi di una visione distaccata ed oggettiva, che prima non poteva essere concepita, con cui ricollocare la realtà nella sua vera dimensione. Ecco come realtà oggettiva e comprensione individuale possono corrispondere esattamente.
La realtà (oggettiva) e la comprensione (soggettiva) sono le colonne portanti di una concezione duale e alienata che andrà riunita, in una visione mentale volitiva che compartecipi in maniera equilibrata all'attività di entrambi gli emisferi cerebrali.
La preponderanza di uno dei due emisferi, amplifica il senso di sdoppiamento o dualità che andrà sostituita da una visione univoca, posta al centro dei due emisferi. Questa univocità è l'allegoria di un terzo occhio, che offre una visione centrale, elaborata attraverso un pensiero super partes che non sia dominato da nessuno dei due complementi. Una visione che, pur essendo la somma dell'attività dinamica (mascolina) e percettiva (femminina) della psiche, non sia poi né l'uno né l'altra.
Posta tra le due caratterizzazioni cerebrali, la nuova facoltà intellettiva è chiamata la Via di mezzo. La Massoneria ne conserva l'insegnamento nel simbolo del Filo a Piombo.
Il Filo a Piombo è la formulazione simbolica della via verticale, che unisce con un ponte di coscienza, la frazione fisica della natura umana (rappresentata dal piombo) alla propria controparte metafisica. Questo allineamento tra mente fisica e coscienza metafisica (il filo) è conosciuto come la Via di mezzo, ed è la via bianca dell'iniziato. Un percorso interiore il cui esordio è costituito da un vertice di cultura non conflittuale, che sopravanza la tentacolare multiformità delle imperfette rappresentazioni exoteriche; dove, i continui mutamenti delle ideologie nascondono i vortici mentali con cui l'umanità rappresenta e interpreta i fenomeni di cui è partecipe.
Interpretando la vita, il mondo delle idee viene avviluppato in un crogiuolo di criteri di diversa tendenza e, spesso, di opposta sostanza. Per questo, rinunciare alla parte egocentrica delle proprie opinioni, per condividere una sintesi mentale dove le differenze vengono annullate, è l'atto che suggella l'animo degli iniziati di ogni angolo del pianeta, nonostante la suddivisione delle razze, dei linguaggi, dei costumi e delle credenze popolari. La sintesi mentale, allora, è la soglia della Fratellanza bianca.
*La Prassi Iniziatica
Aurobindo (filosofo) afferma che i libri vanno letti, poi, bruciati. Questo postulato è condiviso da ogni studioso d'ermeneutica esoterica, perché, mentre il nozionismo non produce vera conoscenza, può essere considerato un elemento essenziale di sostegno, cioè, un supporto sostanziale per indirizzare la ricerca.
Un adagio popolare ricorda che non basta guardare, ma bisogna anche capire. Appunto, tra il sapere teorico e la conoscenza diretta trovano spazio le opinioni (l'opinabile), le interpretazioni, i criteri differenziati, i codici ideologici e le consuetudini che nell'apparenza, nascondono l'affermazione oggettiva di ogni realtà. Ma ogni realtà, anche se negata, resta comunque intangibilmente vera. E non sarà la dialettica, né la dotta retorica a rendere inalienabili i concetti immaginifici ed i rivestimenti ipotetici che offuscano le verità. Inoltre, dialettici e polemici sono gli interpreti del nozionismo di "riporto". La cultura di quanti ripetono concetti affermandone i contenuti senza cognizione di causa, né certezza.
L'ipotesi è la caratteristica che appalesa il pensiero exoterico, basato sul nozionismo, anche enciclopedico, a cui manca, però, l'apporto vitale dell'esperienza.
Al contrario, la ricerca esoterica cerca di rendere vivo il sapere raggiungendo la conoscenza diretta dell'idea. La conoscenza iniziatica, allora, contrariamente al nozionismo exoterico, è sapere vivo perché rende le idee capaci di modificare, arricchendolo, l'animo di chi ne viene toccato. L'animo umano, in frangenti particolari può venire emozionato da un'idea, ma non resterà impressionato in modo permanente dal senso formale di una nozione o da una scrittura, perché sono entrambi elementi ormai morti. Mentre la personalità fisica resta impressionata dall'esperienza diretta, soprattutto quando la mente ha una buona capacità di ricordare e, così, elaborare una buona sintesi delle proprie esperienze.
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Ultima modifica di Sephira il Sab Lug 12, 2008 11:22 pm, modificato 2 volte
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:02 pm

(Parte II)
Un assioma iniziatico afferma che oltrepassati i limiti fisici, la mente prosegue la propria crescita interiore per il contatto instauratosi, per effetto di un'intuitività sempre più stabile e meno intermittente, con il suo alter Ego immateriale.
In effetti ogni ripartizione iniziatica, tanto mistica che misteriosofica, conserva l'idea di una rivelazione interiore che introduce l'adepto alla fase occulta della sua istruzione. Un contatto che si svolge nella coscienza dell'aspirante avanzato, nel "colloquio" che viene avviato tra il pensiero individuale della mente e l'universo archetipo delle idee (l'iperuranio platonico).
Ma ad una coscienza ancora intorpidita, resta a lungo indistinta la differenza tra vera conoscenza e didattica. Tanto che, per l'aspirante, l'etica del divulgatore, la moralità delle sue intenzioni e la sua reale capacità e competenza, saranno l'unica garanzia su cui contare nei momenti più delicati della propria educazione. Per questo, un divulgatore deve essere credibile a se stesso più che ad altri, perché, prima d'ogni esternazione, dovrà aver riconosciuto in sé stesso tutti i segni di una straordinaria perizia sui temi trattati.
La maturità dell'intelletto riflette all'esterno la profondità interiore dell'iniziato e sono entrambi il frutto, anche se imperfetto, di un'analisi personale e diretta. Da questo si evince che ogni candidato, si troverà a dover maturare una scelta non casuale su chi lo guiderà nella ricerca di se stesso e della propria iniziazione. Perché, per ogni candidato, è di fondamentale importanza sapersi riconoscere come essenza mentale fisica e metafisica: è questa la chiave di volta dell'iniziazione.
Per l'iniziato, la prassi da trasmettere al neofita deve avere la certezza di un compimento ragionato. Una sintesi tratta da un complesso di esperienze esatte, che hanno considerato più metodi iniziatici o presunti tali. Perché ogni interpretazione esoterica, exoterica o commerciale di quella maturazione interiore, che comunemente viene definita la via iniziatica, può attrarre, anche impropriamente, l'interesse e la curiosità del neofito, influenzandone nel bene e nel male lo sviluppo dei primi processi speculativi.
La scelta della propria guida riveste una straordinaria importanza per il candidato, perché sottintende l'orientamento che verrà dato alla sua educazione. E dall'orientamento dato alla propria educazione dipende l'efficacia o la vacuità del lavoro di una vita.
La curiosità e l'interesse, sono due elementi fondamentali per stimolare e sviluppare l'attività speculativa del neofito. Ma una giovane mente è anche incapace di discriminare il vero dall'artifizio, e questo la può rendere una facile preda dei tanti parassiti che germinano nel sottobosco iniziatico. Un'area concettuale che non è possibile evitare: perché proprio in quel sottobosco oscuro e tentacolare, si trova la soglia più bassa che introduce il comune aspirante sul cammino iniziatico.
La soglia della fisicità mentale, viene mirabilmente descritta nella Divina Commedia. La "selva oscura" di Dante è la rappresentazione della vita fisica di ogni persona, densa di passioni, che può essere vissuta come una "commedia" dove si cerca d'interpretare un ruolo più o meno gradito. Oppure la si può accettare per quello che realmente è: il campo di prova del progresso individuale. E in quel campo, ci si aspetta che il candidato dimostri le qualità e l'istinto di ri-orientarsi iniziaticamente, nella direzione più giusta e senza cedere ai miraggi che vengono profferti ai viandanti.
Il quadro che meglio rappresenta questa condizione è quello di Ulisse che, legato al filo della propria coerenza, non cade nelle acque delle passioni dove lo vorrebbe attrarre il richiamo delle sirene. Una forma allegorica delle più efficaci, per sottintendere le tentazioni prodotte dalle passioni a cui è sottoposto ogni navigatore, che vuole superare la strettoia della propria natura fisica (al contempo mascolina e femminina), attraversando indenne gli scogli di Scilla e Cariddi.
Anche il parassitismo intellettuale, però, è una forma di vita intelligente. I grandi illusionisti del trascendente sono anche i grandi manipolatori delle forme con cui si rivestono e delle espressioni con cui imitano la sacralità iniziatica. E l'apparenza colpisce con immediatezza l'immaginazione degli sprovveduti, suscitandone esaltazione e meraviglia. Per questo, prima di assimilare una qualsiasi nozione, è necessario analizzarne bene l'aspetto esteriore, ogni significato ed ogni espressione gestuale o verbale, che vengono usati per diffonderla. Particolare attenzione va riservata a quanto viene trasmesso attraverso scritture non comprovate o non comprovabili. Diffidando di ogni forma mitica e leggendaria, e sospettando di ogni causa o mezzo che possa produrre stupore e meraviglia nel popolo.
Per non perdersi nel labirinto del parassitismo ideologico, il ricercatore deve rovistare nel folto groviglio delle formule interpretative in cui i fondamenti dell'iniziazione sono stati eclissati. L'immaterialità del fine, ad esempio, può essere considerata la fedele caratteristica di ogni insegnamento esoterico. E su questo presupposto, primati di organizzazioni religiose e gnostiche, ordinamenti ermetici e misteriosofici, devoti e contemplativi d'oriente e d'occidente, diventano soggetti di una ricerca mirata a ritrovare quel frammento di spiritualità, che ognuno di loro interpreta ed amministra a suo modo.
In un primo momento la prassi teorica determina le priorità della ricerca, che deve raggiungere l'apogeo di ogni teorema o dottrina, senza mai soffermarsi su dettagli marginali. L'analisi del ricercatore, allora, deve spingersi nel cuore di ogni magistero, sino a violarlo. Questo non sarà un sacrilegio, come alcuni temono, ma è l'atto liberatorio che farà riaffiorare, dalla sacralità della forma exoterica, la reminiscenza del pensiero che vi è stato sepolto. E la resurrezione di un frammento di scienza iniziatica, consente di trattare i suoi temi basandosi su cognizioni certe, evitando l'uso di supposizioni, proposizioni didascaliche o d'improbabili astrusità, fin troppo spesso fuorvianti.
La gamma d'argomenti da ricomporre è notevole, perché l'essenza del processo iniziatico è stata frammentata in una sequela d'interpretazioni che, se accolte singolarmente, sono inadeguate a realizzare il fine idealizzatovi. Così che nessuna dottrina o teorema possa essere considerato prevalente sugli altri. Non resta da dire che ogni interpretazione è solo un piccolo strumento della verità, e chi partecipa ad un singolo teorema o dottrina non dovrà, poi, cadere nell'errore del musicista, che ritiene il suono del proprio strumento superiore, dimenticando che il senso musicale dell'intera orchestra prevale sempre sul singolo virtuosismo.
Nonostante i rivestimenti mitici e leggendari, ogni genere di tradizione exoterica può essere in qualche modo ricollegata alla scienza iniziatica, la cui funzione principale è sempre stata quella di assecondare il progresso umano. La scienza iniziatica è il nesso in cui si annullano le opposte interpretazioni di un unico principio, quello del Bene comune, anche se questo, si è più spesso trasformato in una ricerca di benessere individuale. Un modello di eccessivo individualismo caratterizza questo tratto di civilizzazione, che invece di servire lo sviluppo dell'essere umano, si sottomette agli interessi di una civiltà che finisce per stravolgere ogni senso naturale, anche quello della morte.
(Parte II)
Ma non tutti restano irretiti dagli stereotipi del vivere comune, che molti abbandonano, per ricercare una meta che col tempo scopriranno essere se stessi. Lo fanno ripercorrendo sentieri già battuti, e tra tutti i tracciati possibili, quelli exoterici sono certamente i più visibili, più prossimi ed accessibili di quelli esoterici e davvero iniziatici. Ma solo quest'ultimi velano, nei propri risvolti, i processi che danno impulso al progresso individuale, tanto quanto a quello di un popolo. E quando ciclicamente certi processi interiori s'interrompono, l'impulso a progredire ristagna e quella parte d'umanità che ne resta coinvolta, cade in declino e con lei si perde anche la sua civiltà, che viene sostituita da una nuova, più forte e ricca d'energia.
Le tradizioni exoteriche sono tutti percorsi legati ad interpretazioni minori, i cui teoremi sono spesso ripetitivi e indefiniti, a cui solo un'attenta esegesi può restituire il senso sprofondato nella promiscuità degli aspetti formali. Allora, è importante acquisire la capacità di reinterpretare gli aspetti formali di quelle tradizioni, perché sono loro la causa del proliferare delle diversità interpretative. Resta solo da decidere come affrontare tante diversità. Una soluzione che si offre al ricercatore è anche quella più radicale


Ultima modifica di Sephira il Sab Lug 12, 2008 11:19 pm, modificato 1 volta
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:05 pm

(Parte III)
Riconducendosi alla sintesi psicologica che è all'origine dei linguaggi, e scremando dall'aspetto formale (l'interpretazione) il senso che vi si vorrebbe trasmettere, lo studioso vedrà riaffiorare quel denominatore comune che collega alla stessa radice l'origine di ogni pensiero. E riconoscendo la radice del pensiero umano si rivela anche il suo destino, che da un punto di coscienza comune, include nella sua inalienabile traiettoria, il senso del suo sviluppo e di ogni possibile traguardo.
Il progresso del pensiero umano è legato all'evoluzione della sensibilità psichica. E questo sviluppo, in sintesi, diventa uno strumento prezioso contro ogni genere di suddivisione che ostacola la riunificazione dei sistemi iniziatici, sedotti dall'ansia di primeggiare. Ma chi ha interesse a separare, si guarderà bene dall'indicare la via della riunificazione che, anzi, avverserà con forza. Perché il potere che basa la propria forza sul dare e prendere pos-sesso, si avvale dell'ostilità e della paura dei più indifesi, per inculcare loro la sensazione che ogni idea che appaia nuova e diversa, possa destabilizzare il loro destino. Il nuovo ed il diverso diventano, così, il nemico da combattere.
In verità l'ostilità e la paura che si può provare per lo sconosciuto è solo la conseguenza dell'insicurezza. Soprattutto colpisce l'incertezza che si può provare per la parte nascosta di se stessi e per quella parte di universo che è celato nell'inconscio individuale e di gruppo. L'universo dentro di noi, è certamente l'habitat vitale tra i meno conosciuti e anche quello che incute più timore. Forse, perché nasconde il mistero della vita e della morte che alcuni amano e molti paventano. Per quest'ultimi la morte non è solo un momento di trasformazione, ma è l'elemento di vita più temuto, rimosso e il meglio camuffato dal loro immaginario. Ma, nella sua maturità la mente scopre la logicità che accompagna la genesi di ogni espressione vivente, e questo farà trasformare la paura della morte nel senso d'intelligente accettazione che risolverà, così, molti tabù. Perché una stessa discendenza accomuna la molteplicità degli universi e affratella ogni vita contenutavi.
Un'antica rappresentazione della mistica ebraica raffigura l'origine di ogni universo nell'immagine di un Albero capovolto. Questo è l'Albero Sephirotico o Albero della vita. Un albero con le chiome ed i frutti volti verso terra, mentre le sue radici sprofondano nel cielo. Una rappresentazione molto sensata, per indicare come le radici della vita siano in cielo e non in terra. In terra possono esserci i suoi frutti, che solo se ben coltivati potranno generare nell'essere saggezza ed illuminazione. Perciò, per portare in "vita" un qualsiasi sistema iniziatico, bisogna prima rigenerare la metafisica delle sue radici, facendola defluire dal trascendente dove nessuna diversità può sussistere.
«Ubi maior minor cessat», ricordando tra saggezza e modestia che in presenza di un elemento maggiore cessa ogni prerogativa dell'elemento minore, è comprensibile che non sia l'iniziazione ad essere fatta a misura d'uomo ma è invece l'uomo a doversi rendere a misura dell'iniziazione. Ma introdursi al senso dell'iniziazione, evitando ogni sua riduzione di comodo, è un lavoro lungo e complesso. Per questo potrebbe essere utile introdursi ad una prima visione generale degli ideali ch'essa contiene. Ad esempio, un postulato condensa i primi dettami del pensiero iniziatico: «esiste un solo tipo umano e questi, come tutti i suoi simili, si conduce verso una sola iniziazione, una sola religione, una sola morale e una sola filosofia: tutte di carattere immateriale. Questo genera un'etica uniforme, dove ognuno è considerato per il suo spirito e per la mente che ne è l'espressione formale. Il corpo ed i suoi aspetti sessuali, invece, sono solo l'espressione tangibile dei suoi processi vitali.» A questo consegue che per l'iniziato non hanno nessun fondamento le ragioni che dividono la prassi iniziatica in un nugolo di linguaggi dottrinali. Perché non può esservi divergenza in chi considera surreali le mille interpretazioni che rendono impenetrabile il significato di una prassi dai contenuti universali. Né può esservi conflittualità in chi tende all'unica fonte d'ogni religione. Né può esservi sentimento di separatività in chi sa che non esistono iniziazioni d'oriente o d'occidente, ma una sola iniziazione che comprende l'intero essere umano. Il suo superiore ed il suo inferiore, il suo destro ed il suo sinistro, il suo mascolino ed il suo femminino, il suo spirito ed il suo corpo, la sua mente ed il suo sentimento. Questo postulato rappresenta per ogni sistema la soglia dell'universalità. Universalità a cui è deputato il colore bianco. Perché questo è il colore della luce ed il simbolo della verità. Il bianco è la sintesi di ogni energia, l'apice d'ogni sentimento ed il completamento di ogni realtà.
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:08 pm

(Parte IV)
*La Genesi della Massoneria Iniziatica

«Come ogni altra entità fisica, anche il Corpus massonicum è composto da idee e da materialità. E dipenderà solo dalla volontà del singolo adepto far prevalere ora l'una ora l'altra delle due sostanze. L'iniziato, invece, equilibra, somma ed annulla ogni differenziazione nel biancore della sintesi che gli illumina la mente.»
Il compagnonaggio dei liberi muratori era una Corporazione artigiana che in Europa, si dedicava alla costruzione di Templi, Chiese e Cattedrali. Liberi perché, in tempi d'oscurantismo e di sottomissione, le sue maestranze erano sollevate da dazi, gabelle, servitù feudali e dall'obbligo d'armi.
Per eseguire i propri lavori schiere di artigiani si muovevano di regno in regno, senza doveri particolari a cui sottomettersi. Così, per la regola di «come in alto è in basso», operai, scalpellini e maestri d'ascia godevano di esenzioni che, in quei tempi erano privilegio di pochi altri uomini, tutti di alto lignaggio. Ma la ragione di tanta stima era la potenza dell'Ordine che avevano alle spalle. All'Ordine Templare appartenevano le menti che concepirono Templi e Cattedrali come non si erano mai visti. Nell'elevazione dello stile gotico, si elaborava il suono silenzioso [1], che risuona nello spazio interno di ogni Tempio e Cattedrale (l'area sonora). Il suono (simbolo di Dio) che vibrava nei manufatti di pietra (simbolo della materialità), diventava il simbolo vivente della Grande Opera dell'universo. Ed ogni Cattedrale (che al pari delle Commende templari rifletteva la precisa analogia con un punto astronomico), rappresentò un atto elevato dall'uomo ad onore e gloria del Grande Costruttore del creato.
Naturalmente i segreti d'arte delle Corporazioni muratorie si riferivano a modi di edificare, d'intagliare e di scolpire. E la devozione di quegli artigiani, quando esisteva, era rivolta alle immagini di pietra ed ai simboli ch'essi scolpivano con le proprie mani. Dunque, al di là d'ogni mistica leggenda, e considerando il risvolto trascendente che è posto alla base di ogni ordine iniziatico, le origini della Libera Muratoria non ebbero la classica impronta iniziatica. Ma si fondavano sulle severe regole di una rigida manualità di mestiere, impegnandosi su interessi corporativi e di mutua assistenza come era nello spirito di molte altre gilde di artigiani e commercianti. Allora, la chiave dell'imprevedibile sviluppo che coinvolse la Libera Muratoria, anche su quei temi di trascendenza che accompagnavano l'antica tradizione misterica mediterranea, va ritrovata nell'oscurantismo opprimente di quei tempi. Dove l'intolleranza del potere perseguitava ogni diversità, spegnendo con veemenza ogni focolaio d'illuminismo, di scienza e di spiritualità che non fossero in sintonia con i criteri sovrani e gli interessi della Chiesa di Roma. Ed in tempi di persecuzione, le prerogative di cui era depositaria la Libera Muratoria, ne fece il rifugio ideale quanto anonimo, di uomini su cui s'allungava l'ombra inquisitoria che ne minacciava la libertà e la vita.
Trentatre superstiti dell'Ordine Templare costituirono l'Ordine dei Frati Consolati (i rosa?) e parte di essi, assieme ad altri, rifluirono nelle fila degli artigiani che si erano mantenuti liberi e saldi (v. l'articolo sull'Ordine Templare). La spinta intellettuale che ne scaturì, fece delle Logge dei liberi muratori un polo d'attrazione per altri perseguitati che non vollero abiurare le proprie convinzioni, di qualsiasi natura esse fossero. Studiosi, ricercatori, sperimentatori e riformatori trovarono asilo nelle Logge, investendovi capacità intellettuali e doti spirituali.
Un rinnovato eclettismo fomentò idee che vennero trasmesse nei segni e nei simboli dei compagni muratori trasformando, così, il loro linguaggio d'arte in un contenitore di conoscenza iniziatica. Ed anche se grandi Ordini furono polverizzati dalla barbarie dei tempi, le idee che trasmigrarono nei simboli muratorii, preservarono intatta la loro essenza. Con significati che vennero occultati nei segni architettonici dalla geometricità apparentemente insignificante e nell'arte decorativa che, con le sue forme, sembrava limitarsi ad interpretare canoni d'armonia e bellezza. Niente di più ingannevole. Perciò, nonostante tutto, vennero conservati i significati più pregnanti di un'antica tradizione iniziatica.
Se ne può trarre un esempio nella costituzione del grado di maestro massone. Fondando questo grado l'influenza rosa? accentrò il rituale d'iniziazione, su uno psicodramma in cui veniva rappresentata la resurrezione nella carne dell'uomo dello spirito di un Maestro divino, che ricordava la resurrezione in terra dell'Iniziato, così come veniva concepita dalla mistica gnostica. Come questo, anche ogni altro innesto coniugò elementi di un'intuitività illuminata alle rozze pratiche manuali, figliando un prezioso scrigno di conoscenze antiche, che ancora non tutti conoscono e che non tutti vogliono ancora conoscere.
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Sephira
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:10 pm

(Parte V)
*Luci ed Ombre dell'Istituzione Massonica

La Libera Muratoria primitiva fu l'asilo di molti spiriti illuminati, le cui menti ne arricchirono l'essenza aggiungendo una visione di nobile spiritualità, all'originario presupposto di solidarietà e di mutuo soccorso che collegava in solido gli appartenenti alle gilde artigiane. Ma dove appare la luce compare anche l'ombra.
Nel suo lungo processo d'assimilazione e di maturazione, la Corporazione dei liberi muratori soggiacque a penetrazioni d'idee anche di matrice opposta alla sua natura operosa e borghese. Idee apportatrici di disparità di classe, importate da opportunisti e da residui di aristocrazia in disarmo.
La due principali correnti di pensiero accorparono ogni variante di minore entità, che finirono per scomparire. La parte che tendeva a conservare l'originalità iniziatica fu affiancata da una seconda, di natura più semplice, pratica ed essenzialmente exoterica.
La corrente iniziatica riflesse il proprio principio unificante nell'ideale di una fratellanza universale, fatta da una Catena di cuori affratellati dall'amore per la verità, l'altruismo e la tolleranza. Un anello composto da eguali, la cui gerarchia si riconosceva solo in valori inalienabili e immateriali, costruendo un modello di relazioni che aderiva al principio di primus inter pares (primo tra eguali). Dove non esisteva né inferiore né superiore, ma solo una diversa proporzione di diritti e doveri. Ma alla spinta unificante si opposero i fautori del principio della differenziazione composta da chi, mentre dall'esterno avversava la Massoneria, al suo interno operava per indebolirne la credibilità iniziatica, riducendone i valori etici e la libertà nella ricerca spirituale.
Del principio unificante restò un ricordo nella parola «Fratello», con cui i massoni continuano a designarsi. Ma alla bella parola, non seguì l'affratellamento spirituale necessario, anzi, la voglia di differenziarsi si tradusse in una pletora di titoli e di onori, che somigliavano straordinariamente a patenti di nobiltà. Se l'ideazione di titoli di foggia nobiliare solleticò la voglia d'ostentazione di molti liberi muratori, il fatto di maggior rilievo fu ch'essi riportarono in auge anche in Massoneria, una condizione che prima era dote esclusiva del classismo clericale ed aristocratico.
La ricerca della nobiltà spirituale fu lasciata in sospeso, per essere sostituita da una più semplice nobiltà di titolo. Cosicché il classismo di casta, appannaggio dell'aristocrazia, ch'era stato fatto uscire dalla porta della rivoluzione, rientrò dalla finestra della vanità borghese. Ancora oggi, chi si schiera sotto il vessillo dell'unitarietà veramente egalitaria, fraterna e universale, si fa protagonista di una scelta non comune e spesso condivisa solo in apparenza.


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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:13 pm

(Parte VI)
La Massoneria Bianca

La Massoneria è un museo nelle cui vetrine vengono mostrate antiche vestigia del pensiero umano. Queste possono essere guardate in molti modi, con lo sguardo superficiale e frettoloso dell'incompetente, quello più approfondito dello studioso o quello analitico dell'ermeneuta. Soprattutto in quest'ultimo caso, le vetrine possono rivelarsi la mappa di un percorso iniziatico.
La Corporazione dei liberi muratori è stata sviluppata nel modello speculativo che oggi conosciamo come Massoneria, distinta in M. azzurra, rossa, nera e bianca. Colori che palesano una piramide rituale che, come quella scozzese, è fatta di una graduazione di contenitori simbolici usati per illustrare diversi modi di sperimentare la via iniziatica. Tentativi fatti con formule diverse che via via, hanno dato diversi risultati. Tentativi che hanno prodotto frutti buoni e meno buoni. Ma che tutti meritano di essere considerati, e fatti oggetto di studio accurato. Perché se è vero che s'impara dal bene è altrettanto vero che s'impara di più dagli errori. E se studiando gli errori altrui ci porta a non cadere nello stesso errore, quello sbaglio non sarà occorso invano. Così che chi ha sbagliato, nonostante questo diverrà maestro: di quanti, però, faranno del proprio meglio per non imitarlo.
Interpretare un Rito non è così facile come potrebbe apparire al primo sguardo. La difficoltà del Rito scozzese, ad esempio, non è solo quella di raggiungere una corretta esegesi dei suoi significati, ma ricostruire la configurazione che annulli la visione disarticolata che ha sostituito quella della corretta successione dei suoi quadri rappresentativi. Quadri che, posti in forma asimmetrica, non consentono più di visualizzare la reale correlazione dei loro significati. Una sequenza, allora, che per quanti non sono adusi a riconoscerne il continuum, apparirà come un dialogo slegato. Come quello di un Libro fatto di illustrazioni a sé stanti che, con la loro disposizione, non consentono di catturare il significato d'insieme, ma permettono solo la visione del singolo frammento. Oltretutto, ogni singola illustrazione si presenta sotto forma di una criptica allegoria che, di volta in volta, apparirà sotto forma di favola biblica, di leggenda misterica o di mito cavalleresco. Un complesso impenetrabile nel disegno e nelle forme che, soltanto un'approfondita analisi simbolica (e araldica) condurrà il ricercatore alla soglia del «real segreto».
Il segreto iniziatico, anche se giace avvolto nelle rappresentazioni exoteriche della Massoneria, è rimasto tale perché non è mai stato demandato all'arbitrio di vertici amministrativi. Questo spiega la dicotomia massonica, dove gli eredi della tradizione operativa preservano e demandano l'ideale pratico ed exoterico dei liberi muratori, mentre, i proseliti di un principio che raggiunge la metafisica di ogni concezione reale, continuano a tramandarsi la capacità di leggere nell'apparenza delle forme, così, da trarre dai comuni simboli l'insegnamento che altrimenti resterebbe muto.
Ma il segreto iniziatico non è quello riposto nei capisaldi di antiche memorie. Vi si può essere guidatati, ma il segreto resta tale perché intrasmissibile esteriormente. Questo, invece, si mostra alla mente dell'iniziato solo per opera della sua stessa coscienza. È la coscienza, infatti, che svela a se stessa la realtà e l'origine della propria natura metafisica e universale. Ma per giungere alla comunione tra mente e spirito è necessario ottemperare ad un'opera di costruzione interiore. Una riforma che ricostituisca l'individualità del candidato dandole nuovi riferimenti, più evoluti di quelli permessi dal semplice nozionismo.
"Il senso iniziatico connaturato nel termine di Massoneria Bianca è la metamorfosi dell'adepto, che non determina un grado, ma indica il raggiungimento di uno stato d'animo, anzi, di spirito."
Nonostante il senso di tutto questo sia noto, per i burocrati, cultori del senso exoterico della prassi operativa, i gradi della Massoneria bianca sono solo l'ambita graduatoria di un'anzianità militante. Il raggiungimento di un vertice che amministra cose e beni comuni, che dirige la forma e che preserva non sempre ai massimi livelli, l'integrità dell'etichetta rituale.
Prendere coscienza dell'anima iniziatica della Massoneria spinge l'adepto a defluire dalla prassi pratica ed exoterica, per confluire in una voluta maggiore dove non vi sarà più nessuna riduzione interpretativa dei simboli, che saranno esposti ai suoi occhi nei loro significati reali. Significati che da quel momento non saranno più velati sotto forma simbolica, ed allora avranno come ultima difesa solo la "discrezione" dell'iniziato.
*Il Libro sacro dell'iniziato non è di carta ma è di pietra.
Il Libro sacro dell'iniziato è quello scolpito nelle geometrie del Tempio, nelle sue forme e nei suoi simboli. La sua comprensione è devoluta alle correlazioni geometriche che s'intersecano sul pavimento, e tra questo e la volta che lo sovrasta. Nei segni delle deambulazioni che vi si percorrono (vedi i 4 Viaggi dell'iniziazione) e nei significati della terza colonna, spirituale, che attraversa l'asse del Tempio, invisibile ad occhi fisici.
Il real segreto è la conoscenza dell'universo metafisico contenuto nello spazio del Tempio, la cui sintesi è l'espressione di quel suono silenzioso chiamato Eggregore. Tutta la ciclicità di quell'universo è rappresentata nel cielo della sua volta che, come nelle cattedrali, è lo spazio interno della cupola che contiene la teoria sonora celata nella correlazione degli astri, nelle cadenze dei cicli celesti e nei ritmi delle sue rivoluzioni. La volta stellata del Tempio, come l'apice d'ogni altro cielo interiore, anche quello dell'uomo, vela il significato della coscienza divina ch'è stata frammentata nel seno d'ogni singolo membro dell'umanità. La Monade divina è il senso esoterico dell'astronomia (v. Platone) che si rivolge all'interazione (come in alto è anche in basso, di Ermete Trismegisto) tra il macrocosmo esteriore e il suo riflesso, che si specchia nel microcosmo interiore d'ogni individuo. Così che ognuno apprenda, che individuo e cosmo sono parti della stessa Unità.
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:15 pm

(Parte VII)
La Massoneria è un complesso iniziatico formato da tre tratti che vengono considerati i 3 stadi dell'iniziazione. Alla base trova posto l'Ars Muratoria, un composto exoterico tra etica e morale. All'apice si trova l'Ars Pontificia che introduce alla terza ed ultima vera iniziazione della Massoneria. Tra le due troviamo l'Ars Regia che si rivolge esplicitamente allo sviluppo delle facoltà della psiche dell'adepto.
Lo sviluppo dell'intelletto, che non sia solo quello legato alla memoria, presuppone un radicale cambiamento dell'animo individuale. Perché la personalità, comunemente, coinvolge l'attenzione della propria coscienza nello psichismo orizzontale, ossia, in sensazioni che convergono tutte sui temi della materialità. Quando la personalità è condotta attraverso una serie di crisi, che supera, quelle prove di vita determinano la graduale espansione di coscienza del candidato. Questo è lo psichismo verticale, ovvero, l'espansione corrispondente all'allargamento della visione mentale. La cui ampiezza e l'accresciuta capacità intellettuale, in Massoneria è simboleggiata dalla divaricazione graduale del compasso.
In un altro lavoro è già stato trattato il significato esoterico dei 3 gradi massonici. Per semplicità se ne ripropone una sintesi.
Per chi tende ad una realizzazione più profonda di quella contrassegnata da sciarpe, decorazioni e titoli, i "Passi dell'Opera" sono velati nei significati alchemici dei suoi colori.
Si dovranno riconoscere le 7 fasi dell'Opera alchemica sottintese nel significato esoterico di Massoneria azzurra, rossa, nerae bianca .
Le fasi della trasmutazione riassunte nella formula di solvi et coagula, sono:
1) la calcinazione,

2) la putrefazione,

3) la soluzione,

4) la distillazione.


Queste sono il preludio all'ultimo stadio della metamorfosi coscienziale, che comporta la sublimazione, l'unione e la fissazione ed indica la crescita esponenziale della coscienza fisica, sino a raggiungere, con la sublimazione della sub-stantia naturale, l'unione con la sua controparte metafisica ottenendo, così, la fissazione spirituale.
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Sab Lug 12, 2008 11:19 pm

(Parte VII)

La classificazione delle Tre Arti massoniche può essere illustrata così: dal disegno dei misteri minori al piano dei misteri maggiori attraverso 3 "Passi" iniziatici.
L' Ars Muratoria. Elemento Acqua (piano della ragione emotiva): opera edificante e vivificante della personalità fisica, i cui fondamenti morali sono sommariamente condivisi con quelli del percorso simbolico.
L'Ars Regia. Elemento Aria (piano della ragione super-razionale e dell'intelletto): opera in cui verrà annichilito e "putrefatto" ogni principio di egocentrismo materialista, ristabilendo il potere della mente nell'atto di volontà iniziatica.
L'Ars Pontificia. Elemento Fuoco (piano ascetico della comprensione intuitiva e della rivelazione interiore): opera di sublimazione della sostanza mentale della personalità fisica (la sub-stanzia materiale) nell'unione con l'essenza metafisica, che accomuna gli intenti materiali e spirituali dell'iniziato. Questa è l'opera del pontifex, il costruttore di ponti coscienziali che ponendosi tra il proprio "cielo e terra" interiori, li unisce in un solo dominio.
L'iniziato fonde in sé i 5 regni di natura (minerale-vegetale-animale-umano e spirituale) diventando lui stesso un primo unico Regno nel quale l'uomo-animale si confonde con l'uomo-spirituale attraverso l'uomo-psichico tornando, così, a costituire un'unica anima.
La Massoneria, dunque, si è resa depositaria di numerose memorie iniziatiche. Tutti esperimenti che, anche se non del tutto conclusivi, vanno comunque messi in discussione, ricordando che il denominatore che accomuna ogni esperienza, sia d'oriente che d'occidente, è sempre correlato al principio della metamorfosi.
L'antica conoscenza della metamorfosi iniziatica è stata trasfusa nell'alchimia spirituale, che non è la comune chimica dei minerali o la scienza dei metalli, ma è la ricerca del profondo interiore. La trasmutazione alchemica o metallica sono termini simbolici, usati per indicare la conoscenza e, poi, la trasformazione dell'inconscio. L'adepto scende negli inferi del suo animo, per rettificarne ogni aberrazione. Una ricerca di mutazione, di ottimizzazione e di evoluzione psichica e di espansione coscienziale, che trovava i propri strumenti nel raja yoga (d'oriente), nell'alchimia spirituale (d'occidente) ed oggi nella psicologia del profondo.
Il metodo iniziatico include la mutazione, l'ottimizzazione, l'evoluzione e l'espansione dell'essere, ma intende anche portarlo oltre. La vera iniziazione bianca intende generare un pontifex. Un iniziato, cioè, che ha saputo costruire un ponte interiore, per unire il cielo alla terra del proprio essere. In altre parole, l'iniziato è colui che somma nella propria coscienza la realtà spirituale a quella della personalità fisica. Perciò, legando la mente allo spirito, l'iniziazione bianca intende fare d'ogni essere umano una coscienza completa in ogni suo attributo fisico, mentale e spirituale.
Ecco che, come recita la scienza segreta, il 3 torna ad essere Uno



1) sull'argomento degli spazi che risuonano, il ricercatore può muoversi dalla scienza del suono di Pitagora, all'analisi sull'Armonica di Hans Kaiser, all'attuale fisica del suono o, più semplicemente, rivolgersi al breve trattato: "le Pietre che cantano" di Marius Schneider pref. Elèmire Zolla.
2)Nel simbolismo ermetico il "metallo" è una passione, un'emozione, un pensiero o un'idea. Queste, a seconda della loro sostanza, possono essere volgari, ordinarie o di fattura preziosa. Trasmutare un metallo comune o volgare, significa raffinarlo sino a renderlo "fine" come l'oro. Questa è l'allegoria del lavoro interiore che l'adepto opera su di sé. Raffinando e trasformando, le proprie caratteristiche sino a renderle, da comuni, un prodotto prezioso. Questa è la metamorfosi spirituale che, dopo tanto lavoro, farà apparire l'iniziato.
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Dom Lug 13, 2008 2:19 pm

Very Happy

sunny Sephira,brava! Veramente un lavoro che desta molto interesse.Come tuo solito metti argomenti ad hoc...
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Dom Lug 13, 2008 6:44 pm

Grazie Teseo, ma il merito va a te e all'idea del forum, sicuramente spero che oltre ad essere una biblioteca da noi costruita, possa diventare un punto di ritrovo, per persone intellettivamente stimolate da argomenti di un certo spessore e magnetismo, insomma persone che sappiano esternare un pizzico della tua passione,che tanto ti caratterizza, e coscienziosamente motivate a discutere in certi termini e presupposti, per questo per me è un piacere scrivere su knights I love you

Sephira
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Lun Lug 21, 2008 9:13 pm

L'opus dei e la massoneria
(Nozioni introduttive da Wikipedia)

La prelatura personale della Santa Croce e Opus Dei (letteralmente, "Opera di Dio") fu fondata nel 1928 da Josemaría Escrivá (1902-1975), sacerdote spagnolo canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 2002. A seguito del Concilio Vaticano II l'istituto della prelatura personale entrò nell'ordinamento canonico e tale status è stato acquisito dall'Opus Dei mediante la Costituzione apostolica Ut sit, del 28 novembre 1982. Oggi l'Opus Dei è l'unica prelatura personale della Chiesa cattolica.
Secondo le parole del suo fondatore, la sua principale finalità è diffondere ovunque una "viva consapevolezza della chiamata universale alla santità e all'apostolato nella vita quotidiana, in particolar modo nell'esercizio del lavoro professionale e su una pratica di vita ispirata da un costante spirito di mortificazione".
Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus DeiIndice
L'origine del nome dell'istituzione è infatti legato alla volontà di contribuire, mediante il lavoro degli uomini (opus hominis), alla salus animarum (salvezza delle anime), fine dell'ordinamento della Chiesa, e, dunque, al disegno di Dio in Terra (opus dei).
Gli 85.000 fedeli, uomini e donne, che fanno parte dell'Opus Dei, per quanto riguarda i fini specifici della Prelatura sono guidati da un prelato eletto da un Congresso generale elettivo e successivamente confermato dal Papa (dal 1994 è monsignore Javier Echevarría, succeduto a mons. Álvaro del Portillo, morto in quell'anno, e primo successore del fondatore).
Secondo il Codice di Diritto Canonico del 1983, le Prelature personali sono composte da presbiteri, diaconi e da laici.
Le finalità dell'Opus Dei, secondo quanto enunciato dalla stessa, riguardano tre "dimensioni":
umana (sviluppo delle virtù e dei talenti, amicizia e condivisione, anche dei beni materiali, che può arrivare in taluni casi anche al lascito testamentario[citazione necessaria]);
professionale (aiuto nello studio attraverso le opere apostoliche per studenti, promozione di centri di formazione professionale come ad esempio un centro ELIS a Roma[1] o le diverse opere nei paesi in via di sviluppo);
spirituale e dottrinale (secondo i contenuti e le modalità proprie della Chiesa cattolica e da essa approvate).
*Origine:
L'Opus Dei nacque a Madrid il 2 ottobre 1928, per iniziativa del sacerdote spagnolo Josemaría Escrivá. L'ideale di santità nella vita quotidiana, a cui egli diceva di ispirarsi, unito ad una ben congegnata rete per il reclutamento di nuovi membri fatto di club per ragazzi/e e centri di aiuto allo studio[citazione necessaria], attirò un numero sempre più ampio di persone, uomini e donne di diversa estrazione sociale e professionale, ma soprattutto di ceto elevato, ricoprenti incarichi di notevole spessore nel mondo dell'industria e della finanza, decisi a testimoniare la possibilità di essere cristiani coerenti con la propria fede, senza allontanarsi dal mondo, nella vita di tutti i giorni (un principio evangelico che è stato descritto dal Concilio Vaticano II come la «vocazione universale alla santità»). Due anni dopo, nel 1930, l'Opus Dei è stata aperta anche alle donne; la loro posizione, all'interno della prelatura, rimane tuttavia differenziata in relazione a talune attività e al modo di operare e comportarsi.
Fin dai primi tempi, l'apostolato dell'Opus Dei si contraddistingue per l'attenzione agli studenti ed alla formazione professionale, e alla gente che detiene il potere politico ed economico.
La Obra ("opera", in spagnolo) attraversa un difficile periodo durante il periodo frontista in Spagna (1934-1936), mentre torna in auge sotto la dittatura di Franco, della quale diviene strenua sostenitrice.
L'espansione nel mondo degli apostolati dell'Opus Dei risale al termine del seconda guerra mondiale: Portogallo (1945), Inghilterra e Italia (1946), Francia e Irlanda (1947), Stati Uniti e Messico (1949). La diffusione proseguì, poi, in Europa e nelle Americhe, per ampliarsi al Giappone, alle Filippine, all'Australia, a numerosi Paesi africani, fino alla recente presenza nei Paesi dell'ex blocco sovietico, India, Sudafrica, Paesi Baltici, ecc..
L'Opus Dei, approvata dalla Santa Sede nel 1950, ha ricevuto la definitiva configurazione giuridica con la Costituzione apostolica Ut sit, datata 28 novembre 1982, diventando una Prelatura personale (attualmente l'unica esistente di tutta la Chiesa), chiaro esempio della "singolarità del suo carisma" per i suoi adepti, espressione della forte azione di lobbying e della sua influenza raggiunta in seno alla Chiesa cattolica per i suoi critici.


Ultima modifica di Sephira il Lun Lug 21, 2008 9:54 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Lun Lug 21, 2008 9:16 pm

*Concetto teologico
La teologia della «vocazione universale alla santità», come disse l'allora cardinal Albino Luciani (poi Giovanni Paolo I) "era presente, oltre trecento anni prima, anche in S. Francesco di Sales". Anche questi propugna la santità per tutti, ma sembra insegnare solo una «spiritualità dei laici», mentre Escrivá vuole una «spiritualità laicale». Mentre Francesco di Sales suggerisce quasi sempre ai laici gli stessi mezzi praticati dai religiosi con opportuni adattamenti, Escrivá è più radicale: parla addirittura di "materializzare" la santificazione. Per Escrivá è lo stesso lavoro materiale che deve trasformarsi in "preghiera e santità".
Durante un'udienza a Castel Gandolfo nell'agosto del 1979, papa Giovanni Paolo II disse ai membri dell'Opus Dei: «Grande ideale, veramente, il vostro, che fin dagli inizi ha anticipato quella teologia del laicato, che caratterizzò poi la Chiesa del Concilio e del post-Concilio. Tale infatti è il messaggio e la spiritualità dell'Opus Dei: vivere uniti a Dio, nel mondo, in qualunque situazione, cercando di migliorare se stessi con l'aiuto della grazia, e facendo conoscere Gesù Cristo con la testimonianza della vita».
Nell'articolo Lasciare operare Dio[2], l'allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (e futuro papa Benedetto XVI), scrisse, a proposito di san Josemaría Escrivá e l'Opus Dei: «un concetto sbagliato della santità», quello in cui «la santità diventa una cosa riservata ad alcuni grandi, e che sono tutt'altro rispetto a noi normali peccatori. Ma questo è un concetto sbagliato di santità, una percezione errata che è stata corretta proprio da Josemaría Escrivá. Essere santo è nient'altro che parlare con Dio come un amico parla con l'amico».
Alcuni autori[3] hanno confrontato la concezione dell'etica del lavoro promossa dall’Opus Dei in ambito cattolico con quella sostenuta dal calvinismo in ambiente protestante, analizzata da Max Weber nel suo classico di sociologia della religione (L'etica protestante e lo spirito del capitalismo): la specifica novità dell'Opus Dei sarebbe rappresentata, secondo tale interpretazione, dall’affermarsi di un pensiero cattolico originale in tema di teologia del lavoro, differente dalla dottrina sociale della Chiesa nata a fine Ottocento, che, di fatto, sarebbe divenuto sistematico solo con papa Giovanni Paolo II. Una tale concezione fu prodotta dallo stesso fondatore dell’Opus Dei a partire dagli anni trenta ed è stata gradualmente perfezionata ed articolata nel corso del tempo.
*Fini e configurazioni:
Scopo e L'attuale configurazione giuridica caratterizza l'Opus Dei come una realtà ecclesiale del tutto diversa sia dai fenomeni associativi sia dalle congregazioni e dagli ordini religiosi: prevista dal Concilio Vaticano II (decreto Presbyterorum Ordinis e motu proprio Ecclesiae Sanctae), la prelatura personale si configura come una struttura istituzionale e gerarchica della Chiesa, che raccoglie, sotto la giurisdizione di un Prelato nominato dal Papa, sacerdoti e laici al fine di perseguire specifiche iniziative pastorali e talvolta finanziarie: gli aderenti all'Opus Dei dipendono, quindi, dal Prelato per tutto ciò che riguarda direttamente la loro vita spirituale e sociale.
L'Opera si propone di offrire a uomini e donne, celibi o sposati, la formazione necessaria per vivere la propria "testimonianza cristiana" nel lavoro e nella vita familiare e sociale.
Ordinario della prelatura è il prelato, che gode di potestà ordinaria propria, di giurisdizione sui sacerdoti "incardinati" nella prelatura e sui laici a essa incorporati (dunque la prelatura personale ha diversi tratti in comune con una diocesi; non è però legata ad un determinato territorio). L'incorporazione dei laici avviene in risposta a una specifica vocazione.
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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Lun Lug 21, 2008 9:49 pm


*Struttura interna:
L'Opus Dei non è un ordine religioso e al suo interno non sono ammessi sacerdoti provenienti da congregazioni o da ordini religiosi. Il clero della prelatura è formato esclusivamente da sacerdoti provenienti dalle file dei fedeli laici dell'Opus Dei. Nella Prelatura sono incardinabili quindi solamente sacerdoti e diaconi provenienti dal laicato della Prelatura stessa. All'Opus Dei è intrinsecamente unita la Società Sacerdotale della Santa Croce, associazione alla quale possono aderire sacerdoti diocesani.



***********************************************************************



*Conclusione:
L'opus Dei, si presenta al publico quale antimassoneria, mentre è molto evidente che lo scopo non sia quello di "annientare", ma di ribaltare per propri scopi l'ordine stesso.
L'opus Dei è quindi parte integrante della massoneria, anche se come presupposto opera come branchia separate mantenendo un rigido regime di segretezza tra i "sub membri", il ramo di massoneria bianca, non a caso, è quello che meglio riflette i canoni principali.
L'opus Dei, quindi si integra ma agisce per proprio conto, allo stesso modo della massoneria stessa, ed è per questo che opera in pari passo seguendo però i propri scopi, quello di una metaforica "colonizzazione".
E' ben saputo, che anche nel destino della carica papale, la cui designazione "divina" è ricaduta su Benedetto XVI, anzi più "opus che divina" ci sia lo zampino dell'Opus Dei, in quanto essa cerca di dominare all'apicii della gerarchia, in maniera tale da poi potere annetetre sotto la propria "egemonia", tutti i territori, dal più grande al più piccolo.
Quindi lo scopo primario dell'oridine Opud Dei, è quello di creare un clero proprio, all'interno di un radicato concetto che gli offre un libero movimento.
La difefrenza unica che sorge tra massoneria e opus, sta nei propri singoli elementi, in quanto i primi si basano sulle loro forze e quelle della massoneria a cui apparetngono, i secondi oltre ad usufruire dell'appoggio massonico, godono di molti privilegi anche dal lato clericale, per non dimenticare il tacito assenso della "plebe"....!


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MessaggioTitolo: Re: La Massoneria Bianca:   Lun Lug 21, 2008 11:13 pm

La difefrenza unica che sorge tra massoneria e opus, sta nei propri singoli elementi, in quanto i primi si basano sulle loro forze e quelle della massoneria a cui apparetngono, i secondi oltre ad usufruire dell'appoggio massonico, godono di molti privilegi anche dal lato clericale, per non dimenticare il tacito assenso della "plebe"....!

farao VERISSIMO!!!
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