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 Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres

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Sephira
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MessaggioTitolo: Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres   Sab Ago 23, 2008 7:56 pm

Sydney Australia, ove le megattere da secoli attraversano la rotta verso l'Antartide per passare l'inverno australe, in questo viaggio un piccolo di megattera di sole 3 settimane, trova rifugio nella baia di Pittwater Bay (Sydney).
Il cucciolo orfano e denutrito, pare visibilmente provato, e presenta ferite di probabili attacchi di squali.
Ma la cosa che ha commosso tutto il mondo, è come il cucciolo cercava il calore materno, presso le chiglie degli Yacht ormeggiati, cercando una poppata, un metodo di sopravvivere.
Dicono che sono stati usati tutti i mezzi possibili ed immaginabili per dare una salvezza al piccolo, addirittura nell'operazione di salvataggio, è intervenuto un sussurratore di balene, che potesse convincere il piccolo Colin (così è stata chiamata la megattera) a riprendere il largo e a riunirsi con un gruppu di suoi simili. Ma il piccolo più che sollevare il muso non ha fatto, restando nell'insenatura.
Così i biologi marini, hanno deciso di sopprimerlo, perchè nutrirlo artificialmente era quasi impossibile secondo loro (230 litri di latte al giorno per mantenerlo in vita), ed è così che oggi Colin è stato trasportato allo Zoo di Taronga dopo essere stato sedato, per effettuare l'inniezione letale, ed inseguito sempre presso lo zoo, lo staff veterinario procederà con l'autopsia, questo per determinare che il cucciolo non avesse delle malformazioni, per le quali la madre l'abbia volontariamente abbandonato...ma ora che importanza ha?!!!
Inoltre negli ultimi giorni, è stata trovata una carcassa di una megattera al largo della baia di Sidney, probabilmente si tratta della madre del cucciolo, e su di essa sarà eseguito l'esame del DNA, per stabilirlo.
Le associazioni per la protezione degli animali, e la salvaguardia e lo studio biologico dei cetacei, hanno garantito che l'intervento di eutanasia sul cucciolo, e stato perfetto rapido ed indolore, e che soprattutto non ha creato situazioni di sofferenza dell'animale, i civili che hanno assistito alla scena, ovviamente da lontano, hanno affermato che il cucciolo ha cercato di ribellarsi alle funi che lo trascinavano verso la tenda, e che arrivato alla soglia del "patibolo" abbia agitato più volte la coda, ed abbia emesso dei getti d'acqua, per ribellarsi.
Ovviamente è stato più facile attrezzarsi per sopprimere l'animale, o pensare che l'oceano aperto fosse il modo più semplice per offrirlo come piatto da portata portata ad un braco di squali, tutto per salvargli la vita ovvius, o meglio tutto per lavarsi la coscienza e le mani, piuttosto che impegnarsi ad architettare una psuedo struttura dove potere sostenere per via alimentare il cucciolo, giustamente 230 litri di latte sono esasperatamente costosi da trovare per una nazione come L'Australia, ma evidentemente è più facile servirsi di una carcassa in buono stato per approfondire la ricerca sullo studio dei cetacei, e in special modo delle megattere.
Conclusione la salvaguardia forse è solo uno spunto per avviare una vivisezione legale, avvalendosi della scusa che l'eutanasia sia indolore e soprattutto una manna del cielo...Così è naturale e sensato pensare che la favola di Free Willy rimane solo una pellicola, che nessun uomo, con il caso di oggi, ha cercato di fare divenire realtà!!!!
Mi dispiace per il balenottero che è diventato il campione scientifico di turno...poi si criticano i giapponesi ...mah!!!
Sephira



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MessaggioTitolo: Re: Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres   Mar Set 02, 2008 10:05 pm

LA STORIA DI BENIAMINO.

Dott.ssa Gilda La Bruna.

Piccolo gracile ed a strisce un giorno è entrato nella mia vita e Beniamino fu subito il suo nome. Arrivò che aveva appena una settimana.

La mamma, come spesso accade in animali che partoriscono in cattività, non riusciva a portare avanti tutta la prole. Decidemmo di isolarne uno a caso. Allontanata la madre entrammo nella gabbia ed il primo che si avvicinò ai nostri piedi, forse il più coraggioso o forse solo il più curioso, fu lui.
Era piccolo, quasi completamente pelato, gli occhi grigi e due macchie perfettamente rotonde di colore bianco sui padiglioni auricolari. Era una tigre di Sumatra.

Beniamino fece il suo ingresso in casa mia in un trasportino per gatti ricoperto da un plaid per non farlo spaventare, comunque urlava un pò per il cambio di ambiente, un pò per fame. Abituarlo a noi fu facile ma non lo fu fargli capire che dal biberon poteva uscire del latte.
Beniamino veniva stimolato ad urinare, a defecare, dormiva la maggior parte del tempo meno che la notte , ed il suo passatempo preferito era succhiarsi il mio dito a mò di tettarella, distruggere i maglioni , arrampicarsi sulle gambe. Patologie particolari legate al cambio di alimentazione non ci sono state se non diarree sporadiche, curate con tisane di camomilla, lauro e finocchietto.
Diarree provocate, come risaputo, dall'elevato contenuto,rispetto al latte di tigre, di lattosio nel latte bovino. La poppata veniva addizionata con vitamine , sali minerali e gli veniva somministrata ogni tre quattro ore con un intervallo di otto ore durante la notte.

Noi tutti sapevamo che il piccolo tigrotto molto presto sarebbe dovuto andare via. Una metropoli non è certo il posto per un animale selvatico, una volta cresciuto non lo si poteva portare a guinzaglio per le strade, per cui la sua sistemazione sarebbe stata inevitabilmente in uno zoo. Che tragedia e che inganno sarebbe stato per lui essere allevato nel pieno rispetto dell’essere e poi abbandonato e rinchiuso dietro le sbarre di uno squallido zoo.

Decidemmo per il momento di non pensarci.

A due mesi circa di vita cominciò a socializzare con altri animali sopratutto cani con i quali condivise i primi giochi ,iniziò ad abituarsi al guinzaglio venendo con noi in giro per le strade di Napoli.
La sua alimentazione in quel periodo era esclusivamente lattea fino a quattro mesi quando iniziò a sentire l’odore della carne. Un giorno in cucina lo trovammo che si contendeva una sfilza di salsicce con il cane di casa, quella scena ci fece capire che era giunto il momento di arricchire l’alimentazione con carne e uova.
Come si poteva non donare amore a quel tigrotto che tanto amore aveva da dare, io e le persone che insieme a me avevano contribuito alla sua crescita eravamo il suo punto di riferimento, la sua famiglia, la sua casa.

A quattro mesi e mezzo guardando gli occhi di Beniamino vi intravidi un velo, Beniamino aveva all'occhio sinistro una cataratta zonale e all'occhio destro un inizio della stessa. Era una cataratta congenita rischiava di rimanere cieco a vita. Da qui si pose il problema se operarlo o meno.

Il cristallino è una lente che permette di mettere a fuoco l'immagine, la sua assenza fa si che il soggetto possa scorgere solo le luci e le ombre. Nell' uomo il cristallino una volta asportato viene sostituito , negli animali ciò non accade. Cosa era quindi più giusto? lasciare che a quell’occhio Beniamino divenisse completamente cieco o dargli la possibilità di intravedere almeno la luce?. La prospettiva che anche dall’altro occhio la cataratta fosse in fase iniziale e che quindi sarebbe diventato completamente cieco, mi fece decidere ad intervenire. Chiesi l’aiuto di uno specialista umano il prof. Girolamo Sbordone direttore della clinica oculistica del Policlinico di Napoli il quale fu molto ben disposto e fissammo l’intervento presso il mio ambulatorio; era il 3 marzo 1994 e Beniamino aveva cinque mesi. L’operazione andò bene e Benjamin fu molto paziente a sopportare le terapie post operatorie.

Questa ultima esperienza segnò un profondo legame tra noi e il tigrotto, era ora impossibile rinchiuderlo in una gabbia di uno zoo. Consultammo zoo safari i quali offrivano spazi più grandi, ma una tigre nuova arrivata non si integra in un gruppo già costituito, per cui comunque sarebbe stata rinchiusa in una gabbia.
Consultammo associazioni protezionistiche per il rimpatrio degli animali selvatici nei luoghi di origine, ma i luoghi di origine di una tigre non esistono più. In Italia esistono varie associazioni animaliste che si preoccupano di abolire gli zoo e la vivisezione ma nessuno si accorge che lo spazio in natura per gli animali selvatici non esiste più. In Africa non esiste più la Savana ma vari parchi nazionali, cosi è in Rwanda e in sud Africa dove addirittura vengono controllate la nascite delle specie animali.

Possibile che nessuno si accorge quanto sia idiota predicare la libertà per gli animali"? visto che i loro habitat naturali sono stati sostituiti da villaggi e città ? dove sistemarli ? in quei parchi dove vengono addirittura cacciati?. Alle soglie del 2000 la figura del protezionista deve essere proiettata a preoccuparsi di dare più spazio possibile all’animale in maniera da rispettare la sua natura.

Perche' non tramutare gli zoo in parchi naturali? Con queste prospettive la sistemazione di Beniamino diventava molto difficile. Così trovammo un'area di sette ettari che poteva essere recintata.
Tenni Beniamino fra casa e ambulatorio fino al luglio del 1994, aveva nove mesi quando lo portai nel recinto provvisorio dove vi rimase fino al 14 luglio del 1995 il giorno in cui fu trasportato nella sua dimora definitiva.

Nasce cosi il Benjamin Park . Il parco è nato per Beniamino affinché avesse la massima libertà possibile per un felino lontano dal suo Habitat, Benjamin occupa nel parco 1500 mq adeguatamente recintati, Benjamin ha una vasca dove passa la maggior parte del tempo, le tigri amano molto l’acqua, ha degli alberi sotto cui ripararsi durante le calure estive, ha una piccola casetta rivestita in tipiche pietre cilentane dove può decidere o meno di dormire.

La nostra coscienza è in parte appagata non abbiamo voluto Beniamino così come si fa con un giocattolo l’abbiamo rispettato peccando molte volte lo ammettiamo, di umanità festeggiandone i compimese e i compleanni con grosse torte di carne. Noi sappiamo che all'interno del parco Beniamino diventa un'attrazione che può solo portare lucro a chi lo custodisce ma crediamo per come si muove, per come non cerca di arrampicarsi sulla recinzione per scavalcarla e forse per l'enorme affetto da cui è circondato, che Benjamin sia una tigre felice e questo ci basta.
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MessaggioTitolo: Re: Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres   Mar Set 02, 2008 10:08 pm

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MessaggioTitolo: Re: Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres   Mar Set 02, 2008 10:09 pm

“ Roma e i suoi cittadini non umani. - Finalmente Roma può fregiarsi a pieno titolo del ruolo di capitale mondiale di civiltà e di integrazione. – Roma è stata la prima città in Italia a istituire un apposito ufficio comunale che si occupasse della Tutela dei Diritti degli animali. – l’amministrazione comunale si è dotata di uno strumento …..per tutelare la dignità ed il benessere di tutti gli animali presenti sul territorio della Capitale.”



Parole pronunciate dalla delegata dal Sindaco Monica Cirinnà.





Parole solo parole e niente fatti.

La realtà è un’altra, è una drammatica realtà dove gli animali continuano a soffrire senza essere tutelati da coloro che dovrebbero applicare le disposizioni e vigilare sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti, gli stessi che si definiscono amanti e rispettosi degli animali, gli stessi che sono stati votati da tutte le persone sensibili all’argomento.



Traditori degli animali !!!



Non c’è possibilità di dialogo tra la Pubblica Amministrazione ed i cittadini, non c’è trasparenza e chiarezza, non ci sono risposte per le persone comuni ma soltanto un muro insormontabile generato dall’atteggiamento resistente e refrattario ma soprattutto arrogante ed impunito esercitato dal ruolo ricoperto. Si evidenzia il vergognoso comportamento meschino delle piccole persone.

Mi riferisco alla delegata dal Sindaco responsabile dell’Ufficio Diritti Animali (U.D.A.) Dott.ssa Monica Cirinnà, alla quale abbiamo presentato formalmente 15 atti amministrativi ad adempiere, con procedimento penale nel caso di mancata risposta, richiedendo delle delucidazioni su numerose omissioni ed irregolarità commesse proprio dai responsabili dell’U.D.A., risposte mai pervenute. Abbiamo interessato la Procura della Repubblica di Roma formulando 12 denunce-querele in quanto la Cirinnà non ha mai risposto né compiuto gli atti amministrativi di cui sopra.

Altrettanto disdicevole è il comportamento del Direttore pro-tempore dell’Ufficio Diritti Animali, del Direttore del Dipartimento X – politiche ambientali e risorse agricole -- che, raggiunti dagli atti amministrativi ad adempiere, non hanno mai replicato. Inaspettatamente deludente il comportamento del Sindaco di Roma, l’insensibile ed incoerente Dr. Walter Veltroni che, nonostante fosse informato sui fatti in modo circostanziato, non ha assunto provvedimenti nè adottato nessuna iniziativa se non quella di scrivere la solita risposta che recita “ si trasmette, per ulteriori atti di competenza, la richiesta indicata in oggetto….”. Sono scaduti i termini di legge per effettuare l’istruttoria delle pratiche amministrative “de quo” ed a tutt’oggi la Pubblica Amministrazione è rimasta inadempiente. Evidentemente il Sig. Sindaco è più interessato al divertimento delle Notti Bianche e delle rassegne cinematografiche piuttosto che risolvere le drammatiche problematiche in cui vertono gli animali!!! E pensare che è autore della prefazione de “Le Regioni e le Città Amici degli Animali” una guida pratica per i candidati, i politici e gli amministratori che governano Regioni, Province e Comuni d’Italia. Come al solito parole e niente fatti!!!

Visto e considerato che la mancata conclusione del procedimento di primo grado è da attribuirsi al Sindaco pro-tempore del Comune di Roma, abbiamo presentato, inoltre, 13 ricorsi gerarchici.

Nessuna risposta anche dall’ufficio bilancio e dall’ufficio ispettivo annonario, raggiunti anch’essi dagli atti amministrativi ad adempiere. E Veltroni ne è a conoscenza.

Abbiamo interessato la Corte dei Conti per probabili sperperi e distrazione di soldi pubblici. Volevamo essere a conoscenza di come venissero impegnati gli 8.000.000 di euro amministrati annualmente, chiedendo trasparenza dei conti e l’accesso ai bilanci ma nessuna risposta è mai arrivata dalla Pubblica Amministrazione!!!



Tutte le nostre accuse sono documentate, sia dagli atti presentati alla magistratura, sia da numerosi blitz animalisti corredati di immagini fotografiche o da sopralluoghi effettuati dagli agenti delle forze dell’ordine.

Abbiamo voluto immortalare la drammatica ma reale ed oggettiva situazione in cui “vivono” gli animali e, soprattutto, la più totale inefficienza della Pubblica Amministrazione romana.



Ed intanto gli animali continuano a soffrire ed a morire per colpa loro
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MessaggioTitolo: Re: Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres   Mar Set 02, 2008 10:11 pm

25 giugno ore 14:30, Piazza Venezia: Stefano Fucelli, presidente del Partito animalista Europeo, ammonisce gli agenti del corpo della Polizia Municipale nell’ottemperare al Regolamento sanzionando numerosi contravventori presenti.

“ a noi nessuno ha detto niente, non abbiamo direttive o circolari quindi non sappiamo cosa fare” questa è stata la risposta degli agenti.

Il giorno successivo è stato presentato un esposto alla Procura della repubblica per i fatti accaduti.
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MessaggioTitolo: Re: Uno Yacht come mama: La storia di Colin la megattera soppres   Mar Set 02, 2008 10:12 pm

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